Uno studio olandese evidenzia che le articolazioni delle caviglie subiscono un deterioramento più frequente (31%) rispetto a quelle di gomiti (19%) e ginocchia (3%)

Utrecht (PAESI BASSI) – Il 37% delle persone con emofilia, nel corso di 8 anni, presenta un peggioramento della salute articolare, soprattutto a carico delle caviglie e dei gomiti. A rivelarlo è un recente studio olandese, pubblicato sulla rivista Haemophilia. I pazienti arruolati nello studio presentavano pochi sanguinamenti, quindi erano apparentemente ben controllati, eppure le loro articolazioni continuavano a deteriorarsi.

La conclusione dei ricercatori di Utrecht è emblematica per capire quanto sia importante, oggi, cambiare gli obiettivi del trattamento e alzare l’asticella delle aspettative: se fino ad alcuni lustri fa l’obiettivo principale di una persona con emofilia era sopravvivere, ora è legittimo puntare ad avere una qualità di vita il più simile possibile a quella delle persone sane. Un obiettivo che si può raggiungere con una maggiore protezione, o meglio, una protezione adeguata (intesa come concentrazione minima di fattore VIII), che tenda al traguardo di far cessare i sanguinamenti.

Lo studio nel dettaglio

Il team olandese ha effettuato un'analisi post hoc di precedenti studi di coorte nei pazienti con emofilia moderata e grave di età superiore ai 16 anni. La salute articolare di caviglie, ginocchia e gomiti è stata misurata con la scala di punteggio Haemophilia Joint Health Score (HJHS), nei periodi dal 2006 al 2008 e dal 2011 al 2016, con l'obiettivo di descriverne i cambiamenti nel corso di 5 e 10 anni di follow-up.

Sono stati inclusi nello studio 62 pazienti con un'età media di 25 anni, trattati presso l'University Medical Center di Utrecht, il 73% dei quali con emofilia grave. Dopo una media di 8 anni, il punteggio totale della scala HJHS era peggiorato significativamente (di 4 punti o più) nel 37% dei pazienti. Le articolazioni delle caviglie hanno mostrato un deterioramento più frequente (31%) rispetto a quelle dei gomiti (19%) e delle ginocchia (3%). La presenza di sanguinamenti articolari, infine, è risultata fortemente associata al peggioramento delle articolazioni.

Nonostante i bassi livelli di sanguinamenti, dunque, il 37% dei pazienti ha subito un deterioramento della salute articolare in soli 8 anni, in particolar modo a carico di caviglie e gomiti. Gli elementi riscontrati in questo studio potranno aiutare i clinici a identificare quali articolazioni hanno bisogno di un frequente monitoraggio nei pazienti con accesso alla profilassi precoce. Un attento controllo è infatti essenziale per identificare i primi segnali di danni articolari e consentire una regolazione tempestiva della terapia.

Se sei interessato a questo tema leggi anche: “Emofilia A: benefici articolari a lungo termine con efmoroctocog alfa”.

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