La ricerca internazionale è stata coordinata da Pier Lorenzo Puri. Per ora identificati i meccanismi molecolari, in futuro una possibile terapia

E’ stato pubblicato il 15 aprile sulla celebre rivista Genes and Development lo studio condotto dall’equipe di Pier Lorenzo Puri, M.D.che rivela i meccanismi molecolari alla base della potenziale efficacia terapeutica di una classe di farmaci (chiamati inibitori delle deacetilasi) nel promuovere la rigenerazione muscolare e prevenire fibrosi e deposizione di grasso nel topo modello di distrofia muscolare di Duchenne.
Il team di ricercatori ha svelato i componenti di un circuito molecolare che controlla l’attività di una popolazione di cellule (chiamate progenitori fibro-adipogenici) che svolgono un ruolo chiave nella progressione della rara patologia.

 


Nella fase iniziale della malattia, quando ancora persiste la capacità motoria dei pazienti, queste cellule stimolano una rigenerazione “compensatoria” dei muscoli distrofici. Tuttavia, durante la progressione della malattia, i progenitori fibro-adipogenici esauriscono la loro attività pro-rigenerativa e tendono a convertirsi in effettori cellulari della formazione di cicatrici fibrotiche e deposizione di grasso – eventi chiave che determinano la perdita di tessuto muscolare contrattile e, di conseguenza, la perdita di capacità motoria dei pazienti, nelle fasi tardive di evoluzione della distrofia muscolare di Duchenne.

La ricerca svolta dal team guidato da Pier Lorenzo Puri ha identificato una proteina chiamata istone deacetilasi la cui alterata attività causa una aberrante espressione di geni che determina la perdita della capacità rigenerativa “compensatoria” e ne conferisce la patologica attività pro-fibrotica e adipogenica. Lo studio dimostra che farmaci in grado di bloccare le istone deacetilasi (chiamati appunto, inibitori delle istone deacetilasi) sono in grado di preservare la capacità rigenerativa “compensatoria” dei progenitori fibro-adipogenici e prevenire l’attività pro-fibrotica e adipogenica. Tuttavia, l’efficacia terapeutica degli inibitori delle istone deacetilasi è confinata agli stadi iniziali della malattia, in quanto nelle fasi tardive i progenitori fibro-adipogenici diventano “resistenti” all’azione di questi farmaci.
Questa scoperta ha un particolare significato in quanto gli inibitori delle istone deacetilasi sono attualmente in fase di sperimentazione clinica su pazienti affetti da distrofia muscolare di Duchenne (Givinostat).

La ricerca è stata condotta dai laboratori della Fondazione Santa Lucia (Roma, Italia) ed il Sanford-Burnham Medical Research Institute (San Diego, California - US), in collaborazione con il gruppo di Saverio Minucci presso lo European Institute of Oncology (Milano, Italy).

L’equipe di Pier Lorenzo Puri studia da anni i meccanismi molecolari coinvolti nella rigenerazione muscolare. I risultati ottenuti dal gruppo, hanno portato nel 2013 all’avvio della sperimentazione clinica con Givinostat, un particolare tipo di inibitore delle HDAC, che valuterà la capacità di questo farmaco di replicare l’effetto pro-rigenerativo osservato nel topo modello per la distrofia muscolare di Duchenne, anche nei ragazzi affetti dalla patologia.

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