La scoperta da uno studio italiano condotto al Malpighi di Bologna

Bologna - Uno studio italiano realizzato dai ricercatori dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria Sant'Orsola-Malpighi di Bologna (Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche, divisione di Ostetricia e Medicina Prenatale) ha valutato l'incidenza di bambini, nati da madri con infezione primaria da Citomegalovirus (CMV), sottopeso alla nascita cioè con peso inferiore al 10° percentile rispetto all'età gestazionale (SGA).
Oltre ad individuare un'eventuale relazione tra la condizione di sottopeso dei neonati e l'infezione da CMV nelle madri, l'obiettivo dello studio è stato quello di stabilire se la condizione di sottopeso rappresentasse un fattore predittivo di uno scarso esito neurologico.

I ricercatori hanno realizzato uno studio retrospettivo di coorte che ha incluso i bambino nati vivi da gravidanze complicate ovvero figli unici nati da madri che avevano contratto l'infezione da CMV in gravidanza (infezione primaria).

I neonati sono stati classificati in due gruppi: infetti e non infetti, sulla base dell'isolamento del virus e dell'amplificazione del materiale genetico virale tramite real time PCR (applicata a campioni di urina prelevati alla nascita). Poi è stata valutata la percentuale di neonati SGA e sono state indagate le conseguenze mediche a lungo termine.

Tra il 2000 e il 2012 sono state indirizzate al  centro di Bologna 848 donne con infezione primaria da CMV e alla nascita sono stati analizzati 588 bambini.
L'infezione congenita da CMV è stata diagnosticata in 119 casi (20%) di cui otto (6,7 %) sono risultati essere SGA mentre, nel gruppo dei 469 bambini non infetti, i neonati sottopeso sono risultati essere 27 (5,7%).
Tra i 119 bambini infetti, 14 (12 %) risultavano sintomatici al momento della nascita e/o durante i controlli postnatali, tra questi 2 erano SGA rispetto ai 6 dei 105 neonati asintomatici.

Basandosi su tali risultati i ricercatori hanno concluso che l'infezione congenita da CMV non sembra essere associata ad una maggiore incidenza di SGA nei neonati e che gli esiti medici a lungo termine non sembrano essere correlati alla ridotta crescita fetale.

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