On. Pierpaolo VargiuIl deputato Pierpaolo Vargiu: “Occorre sensibilizzare sia la popolazione, e in particolare le donne in gravidanza, sia il mondo della sanità. Senza dimenticare la ricerca”

ROMA – Nove mozioni approvate: la Camera si mobilita per prevenire e contrastare la diffusione del citomegalovirus, un agente infettivo molto comune e particolarmente pericoloso se contratto dal feto, in grado di causare gravi danni permanenti. Nella seduta di ieri, alla presenza del sotosegretario alla Salute Davide Faraone, sono state discusse le mozioni di Valentina Vezzali (SC-ALA CLP-MAIE), Pierpaolo Vargiu (CI), Paola Binetti (Misto-UDC), Marco Rondini (LNA), Rocco Palese (Misto-CoR), Maria Amato (PD), Beatrice Brignone (Misto-AL-P), Maria Tindara Gullo (FI-PDL) e Marisa Nicchi (SI-SEL).

Il citomegalovirus, che appartiene alla famiglia degli herpesvirus, ha un'elevata diffusione: secondo le stime attuali, colpisce tra il 60 e il 90% della popolazione globale. Di solito, in bambini e adulti, provoca sintomi paragonabili a quelli dell'influenza o della mononucleosi. Al contrario, nei casi in cui l'infezione sia trasmessa da una donna incinta al proprio feto, le conseguenze per i neonati sono assai più gravi, e includono disturbi neurologici, difetti di sviluppo cerebrale, malformazioni e problemi alla vista e all'udito.

La frequenza dell'infezione neonatale è oggi molto alta (1:100), superiore di quattro volte a quella della toxoplasmosi e di cinquanta volte a quella della rosolia, per cui si stima che ogni anno nascano in Italia circa 5.000 bambini che hanno contratto l'infezione.

La trasmissione è interpersonale, e avviene attraverso i fluidi organici: sangue, saliva, urine, liquidi seminali e vaginali, latte. Il contagio può dunque avvenire in modo diretto, ad esempio attraverso i rapporti sessuali, ma anche con un semplice bacio oppure per la carenza di misure elementari di igiene. È quindi indispensabile, specie in gravidanza, nella gestione di un neonato e tra gli immunodepressi, attivare ogni necessaria azione di prevenzione: lavarsi spesso le mani, evitare la promiscuità di asciugamani, posate, bicchieri e spazzolini da denti, evitare di frequentare i luoghi troppo affollati e non baciare il bambino vicino alla bocca.

Riguardo alla maggiore diffusione di queste norme d'igiene, le nove mozioni approvate alla Camera vanno fondamentalmente nella stessa direzione. Le differenze riguardano l'introduzione dello screening obbligatorio e gratuito per le donne in gravidanza: alcuni deputati ritengono che questo test non sia opportuno.

Ho delle serie perplessità riguardo l'obbligo di screening, che è invasivo e rischia di non dare un risultato spendibile dal punto di vista terapeutico, come confermano le best practice internazionali”, commenta il deputato dei Riformatori Pierpaolo Vargiu. “Occorre invece sensibilizzare sia la popolazione, e in particolare le donne in gravidanza, sia il mondo della sanità. I sintomi del citomegalovirus possono essere tardivi, per questo motivo devono essere costantemente monitorati.”

Non bisogna dimenticare, infine, la necessità di investire nella ricerca scientifica, ed è chiaro che questi sforzi debbano anche essere sostenuti economicamente”, prosegue Vargiu. “L'attenzione del Parlamento su questi temi è alto: solo quindici giorni fa abbiamo discusso e approvato una mozione che affrontava un altro problema di prevenzione, ovvero i rischi che l'antibiotico-resistenza sta introducendo nella sostenibilità del welfare”.

Clicca qui per vedere il video dell'intervento in Aula dell'On. Vargiu.

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