Farmaci

Nello studio clinico NEURO-TTRansform, il farmaco ha soddisfatto tutti gli obiettivi co-primari e secondari della sperimentazione

Sulla rivista The Journal of the American Medical Association (JAMA) sono stati recentemente pubblicati i risultati positivi dello studio di Fase III NEURO-TTRansform, condotto per valutare l’impiego del farmaco sperimentale eplontersen nel trattamento di pazienti con polineuropatia causata da amiloidosi ereditaria da transtiretina (ATTRv-PN), risultati che confermano il favorevole profilo di efficacia e sicurezza della terapia.

L’amiloidosi da transtiretina (ATTR) è una patologia sistemica progressiva che si manifesta prevalentemente con cardiomiopatia e/o polineuropatia. Nei pazienti affetti da ATTR, la proteina transtiretina (TTR) si aggrega in fibrille di sostanza amiloide che si accumulano dannosamente in organi e tessuti (nervi periferici, cuore, sistema gastrointestinale, occhi, reni, sistema nervoso centrale, tiroide e midollo osseo). La continua deposizione di fibrille di TTR determina un danno irreversibile all’organismo e la malattia si aggrava, con conseguente peggioramento della qualità di vita fino all’eventuale decesso. Esiste una variante di ATTR legata all’invecchiamento, causata da transtiretina in forma wild-type, e una variante ereditaria, associata a mutazioni del gene che codifica per questa proteina.

Nello studio NEURO-TTRansform sono stati arruolati pazienti adulti con polineuropatia amiloide ereditaria da transtiretina (ATTRv-PN) di Stadio 1 o 2. L’efficacia di eplontersen, un oligonucleotide antisenso coniugato con ligando, è stata valutata confrontando i pazienti trattati con il farmaco con quelli sottoposti a placebo nello studio NEURO-TTR, condotto per la sperimentazione della molecola inotersen. L’analisi di confronto tra gruppo eplontersen e gruppo placebo esterno si è basata sui dati fino alla 66esima settimana; tutti i pazienti trattati con eplontersen hanno continuato ad essere seguiti fino alla 85esima settimana, quando hanno avuto la possibilità di passare ad uno studio di estensione in aperto, tuttora in corso.

In base ai risultati dell’analisi primaria a 66 settimane, nello studio NEURO-TTRansform i pazienti trattati con eplontersen hanno mostrato un miglioramento significativo e duraturo in tutti e tre gli endpoint co-primari della sperimentazione, ossia in relazione alla concentrazione plasmatica di transtiretina, alla compromissione funzionale legata alla neuropatia, misurata mediante la scala di punteggio Neuropathy Impairment Score +7 (mNIS+7), e alla qualità di vita, valutata attraverso il questionario Norfolk Quality of Life Questionnaire-Diabetic Neuropathy (Norfolk QoL-DN).

Nello specifico, dopo 65 settimane, eplontersen ha ottenuto una riduzione media dell’82% nella concentrazione plasmatica di TTR rispetto al valore basale, a fronte di una riduzione dell’11% nel gruppo placebo esterno. Inoltre, dopo 66 settimane, il 47% dei pazienti trattati con eplontersen ha ottenuto un miglioramento della neuropatia rispetto al basale, contro il 17% dei pazienti nel gruppo placebo esterno. Infine, eplontersen ha migliorato la qualità di vita dei pazienti, mostrando, a 66 settimane, una diminuzione media (miglioramento) di 5,5 punti nel questionario LS Norfolk QoL-DN, rispetto a un aumento (peggioramento) di 14,2 punti riscontrato nel gruppo placebo esterno. Complessivamente, dopo 66 settimane di trattamento, il 58% dei pazienti che hanno ricevuto eplontersen ha mostrato un miglioramento della qualità di vita rispetto al basale, a fronte del 20% dei pazienti nel gruppo placebo esterno.

Sempre nello studio NEURO-TTRansform, i risultati dell’analisi di fine trattamento hanno mostrato che, a 85 settimane, eplontersen ha indotto una riduzione duratura della concentrazione sierica di TTR, ha arrestato la progressione della malattia e ha determinato un continuo miglioramento della qualità di vita rispetto al basale, evidenziando anche un favorevole profilo di sicurezza e tollerabilità.

“La polineuropatia amiloide ereditaria mediata da transtiretina è una malattia genetica rara”, afferma la Dottoressa Laura Obici, del Centro Amiloidosi Sistemiche della Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia, sperimentatrice del trial NEURO-TTRansform. “Si tratta di una malattia complessa e debilitante, con opzioni terapeutiche in rapido sviluppo, ma caratterizzata ancora da un forte bisogno clinico non soddisfatto. In assenza di un trattamento efficace, la polineuropatia amiloide ereditaria mediata da transtiretina è inesorabilmente progressiva. I risultati positivi dello studio NEURO-TTRansform, recentemente pubblicati su JAMA, dimostrano come eplontersen riduca significativamente la concentrazione sierica di transtiretina, arresti la progressione del danno neurologico e migliori la qualità della vita dei pazienti che convivono con questa patologia fortemente debilitante. Queste evidenze confermano ulteriormente il potenziale di eplontersen nel modificare in maniera significativa e duratura il decorso della patologia e nel rivoluzionare ulteriormente l’attuale trattamento”.

Eplontersen è in fase di valutazione anche nello studio di Fase III CARDIO-TTRansform, il cui obiettivo è testare il farmaco per il trattamento della cardiomiopatia amiloide mediata da transtiretina.

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