Proteine

Il neurofilamento a catena leggera (NfL) può essere utile per la diagnosi precoce e il monitoraggio della malattia

Cambridge (USA) – Un nuovo biomarcatore, estremamente versatile, è stato individuato e ritenuto utile per la diagnosi e il monitoraggio dell'amiloidosi ereditaria da transtiretina (hATTR). Si tratta di una proteina, e il suo nome è neurofilamento a catena leggera (NfL). La ricerca, promossa dalla biotech Alnylam Pharmaceuticals e pubblicata sulla rivista Neurology, rappresenta il primo studio ad aver utilizzato la proteomica per stabilire la risposta a un trattamento basato sulla tecnologia di RNA interference (RNAi) nell'uomo.

L'obiettivo dei ricercatori era quello di identificare i cambiamenti nel proteoma associati all'insorgenza e alla progressione dell'amiloidosi hATTR, e per farlo hanno analizzato i dati dello studio di Fase III APOLLO, che ha portato all'approvazione del farmaco patisiran nel 2018. Nello specifico, gli studiosi hanno misurato i livelli plasmatici di più di 1.000 proteine, sia nei pazienti affetti da amiloidosi hATTR con polineuropatia che avevano ricevuto patisiran o un placebo nello studio APOLLO, sia in controlli sani, e hanno confrontato questi dati.

I RISULTATI DELLO STUDIO

I livelli di 66 proteine hanno subito delle variazioni con patisiran rispetto al placebo: quella del neurofilamento a catena leggera (NfL) è risultata la più significativa, ed è stata quindi studiata in modo più dettagliato. L'analisi delle variazioni nei livelli delle proteine ha dimostrato che dopo 18 mesi il proteoma dei pazienti trattati con patisiran tendeva verso quello dei controlli sani. In questi ultimi, i livelli di NfL erano 4 volte inferiori rispetto ai pazienti con amiloidosi hATTR con polineuropatia: 16,3 contro 69,4 pg/mL (picogrammi per millilitro).

Inoltre, dopo 18 mesi, i livelli di NfL sono aumentati con il placebo (99,5 contro 63,2 pg/mL) e sono diminuiti con il trattamento a base di patisiran (48,8 contro 72,1 pg/mL). È stato valutato infine, nello stesso periodo di tempo, il punteggio della scala Neuropathy Impairment Score +7 modificata (mNIS+7), utilizzata per valutare la gravità e la progressione della polineuropatia, ed è risultato che il miglioramento avvenuto in seguito alla somministrazione di patisiran era significativamente correlato alla riduzione di NfL.

IL COMMENTO DEI RICERCATORI

“I livelli di NfL al basale erano elevati nei soggetti con e senza evidenza di coinvolgimento cardiaco da amiloidosi, e ciò suggerisce che NfL possa essere utile come biomarcatore della polineuropatia in pazienti con una diagnosi precedente di amiloidosi hATTR con cardiomiopatia”, hanno spiegato gli autori dello studio. “Un'analisi dei livelli plasmatici di NfL in pazienti con fenotipo prevalentemente cardiomiopatico può supportare ulteriormente l'ipotesi di amiloidosi hATTR come singola malattia multisistemica, a prescindere dalla mutazione del gene della transtiretina (gene TTR) o dai sintomi di esordio. Oltre a monitorare la progressione della polineuropatia e la risposta al trattamento, NfL può servire come potenziale biomarcatore diagnostico o come indicatore per il passaggio da portatore asintomatico a paziente sintomatico”.

“A causa dell'eterogeneità osservata nei pazienti con amiloidosi hATTR con polineuropatia, l'entità della variazione nei livelli di NfL, nel corso del tempo, può rivelarsi un indicatore del danno neuronale più sensibile rispetto ai livelli assoluti. Nei campioni di plasma raccolti nello studio di Fase III APOLLO è stato osservato un aumento medio di 30 pg/mL nel gruppo placebo nel corso di 18 mesi, e ciò indica che NfL può fungere anche da biomarcatore della progressione della polineuropatia”, hanno concluso gli esperti. “Cambiamenti nei livelli plasmatici di NfL sono stati osservati nel tempo anche in risposta al trattamento con patisiran, evidenziando il potenziale di questa proteina di fungere da biomarcatore in diversi modi: come biomarcatore diagnostico precoce dell'amiloidosi hATTR, come predittore del momento in cui la malattia può manifestarsi in portatori asintomatici di mutazioni patogene del gene TTR, o come marker obiettivo per monitorare la progressione o l'inversione della polineuropatia nel tempo”.

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