L'impiego di patisiran è stato autorizzato dalla CE per pazienti adulti con polineuropatia allo stadio 1 o 2

Cambridge (USA) – La Commissione Europea (CE) ha concesso l’autorizzazione all’immissione in commercio di patisiran (Onpattro™) per il trattamento dell’amiloidosi ereditaria da transtiretina (amiloidosi hATTR) in pazienti adulti con polineuropatia allo stadio 1 o 2. Il medicinale, sviluppato da Alnylam Pharmaceuticals, si basa su una scoperta scientifica vincitrice del premio Nobel ed è il primo agente terapeutico basato sulla tecnologia di RNA interference (RNAi) ad essere approvato nell’Unione Europea.

L’amiloidosi ereditaria da transtiretina (hATTR) è una malattia progressivamente invalidante e con esito spesso fatale, causata da mutazioni nel gene TTR. La transtiretina (TTR) è una proteina prodotta principalmente nel fegato che, normalmente, trasporta la vitamina A. Le mutazioni geniche della TTR causano un anormale accumulo di proteine amiloidi che danneggia organi e tessuti, come i nervi periferici e il cuore, con conseguente neuropatia sensitiva periferica non trattabile, neuropatia autonomica e/o cardiomiopatia, nonché altre manifestazioni patologiche. L’amiloidosi hATTR, che colpisce circa 50.000 persone in tutto il mondo, rappresenta una delle principali esigenze mediche non soddisfatte, con notevole morbilità e mortalità. La sopravvivenza media è di 4,7 anni dalla diagnosi, con una sopravvivenza ridotta (3,4 anni) per i pazienti con cardiomiopatia. In Europa, le opzioni terapeutiche in grado di modificare il decorso della malattia sono limitate ed esiste un’urgente necessità di nuovi medicinali per i pazienti affetti da amiloidosi hATTR.

Molte malattie gravi, croniche e potenzialmente fatali, come l’amiloidosi hATTR, sono causate, quindi, da un’anomalia o da una mutazione che interferisce nel modo in cui l’organismo produce le proteine. La tecnica definita come RNAi interference (RNAi) è un approccio completamente nuovo al trattamento di tali malattie, in quanto si concentra sulla proteina in cui è presente l’anomalia responsabile della patologia, piuttosto che sulla cura dei sintomi. Gli agenti terapeutici RNAi rappresentano, perciò, una categoria di farmaci assolutamente innovativa.

“Fino a poco tempo fa, i pazienti a cui veniva diagnosticata l’amiloidosi ATTR ereditaria avevano davanti a sé un futuro incerto. La mancanza di trattamenti in grado di bloccare o contrastare la progressione della malattia aveva come conseguenza il graduale e inevitabile declino della funzionalità quotidiana, ponendo un grave fardello non solo sui pazienti, ma anche sui loro partner e caregiver”, spiega il Professor Philip N. Hawkins, Ph.D, FRCP, FRCPath, FMedSci, del Centro nazionale per l’amiloidosi, Divisione di Medicina, University College London Medical School, Royal Free Hospital, Regno Unito. “Patisiran non solo potrebbe trasformare la vita dei pazienti, ma anche il modo in cui concepiamo e trattiamo l’amiloidosi ATTR ereditaria”.

Patisiran è una terapia RNAi a somministrazione endovenosa che ha come bersaglio la transtiretina (TTR), per il trattamento dell’amiloidosi ATTR ereditaria. Il suo meccanismo d’azione è mirato a silenziare uno specifico RNA messaggero con l'obiettivo di bloccare la produzione di transtiretina nel fegato, riducendone l’accumulo nei tessuti per arrestare o rallentare la progressione della malattia. L'approvazione di patisiran da parte della Commissione Europea si basa sulla valutazione dei positivi risultati provenienti dallo studio clinico di Fase III APOLLO. La sperimentazione ha dimostrato la superiorità di patisiran, rispetto al placebo, nel miglioramento dei parametri relativi a polineuropatia, qualità della vita, attività quotidiane, deambulazione, stato nutrizionale e sintomatologia autonomica in pazienti adulti con amiloidosi hATTR. L’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) ha esaminato patisiran con la procedura di valutazione accelerata, prevista per i farmaci considerati di grande interesse per la salute pubblica e l’innovazione terapeutica.

L’approvazione di oggi è il risultato di molti anni di dedizione e un passo avanti verso l’offerta di un trattamento che può cambiare la vita dei pazienti affetti da amiloidosi hATTR e quella dei loro familiari. Patisiran ha dimostrato di migliorare la polineuropatia, contrastando il danno neuropatico nella maggior parte dei pazienti e migliorando la qualità della vita delle persone affette da questa patologia”, ha affermato Theresa Heggie, Responsabile per l’Europa di Alnylam Pharmaceuticals. “È l’inizio di un nuovo capitolo nel trattamento di questa malattia rara, a rapida progressione e con esito fatale. Vogliamo esprimere la nostra profonda gratitudine ai pazienti, che hanno partecipato alle sperimentazioni cliniche di patisiran, alle loro famiglie e ai caregivers che li hanno supportati; allo stesso modo, ringraziamo i clinici e lo staff di ricerca, senza i quali questo importante risultato non sarebbe mai stato raggiunto. Non vediamo l’ora di applicare il nostro innovativo approccio terapeutico per aiutare, in futuro, anche i pazienti affetti da altre malattie rare”.

Patisiran ha recentemente ricevuto l’approvazione della Food and Drug Administration (FDA) statunitense per il trattamento della polineuropatia da amiloidosi hATTR negli adulti, dopo aver ricevuto le designazioni di terapia fortemente innovativa e farmaco orfano, ed essere stato oggetto di valutazione prioritaria da parte della FDA. Le procedure di autorizzazione in altri mercati, compreso il Giappone, sono previste nel corso di quest'anno.

I principali risultati dello studio clinico APOLLO

Nello studio clinico APOLLO sono state valutate la sicurezza e l’efficacia di patisiran in una popolazione di pazienti con amiloidosi hATTR arruolata a livello globale. Per valutare funzionalità motoria, sensoriale e nervosa, riflessi e pressione posturale è stata utilizzata la scala modificata del Neuropathy Impairment Score (mNIS+7). Di seguito, i principali risultati della sperimentazione:
- A 18 mesi, il trattamento con patisiran ha determinato una variazione media di 6,0 punti (miglioramento) nel punteggio mNIS+7 ottenuto al basale, rispetto a un aumento medio di 28,0 punti (peggioramento) segnalato per il gruppo placebo. Con una differenza media complessiva di 34,0 punti del braccio patisiran rispetto al placebo.
- Mentre quasi tutti i pazienti trattati con patisiran hanno avuto un beneficio terapeutico rispetto al placebo, il 56% dei pazienti trattati con patisiran ha ottenuto un notevole miglioramento nei parametri di valutazione della polineuropatia (punteggio mNIS+7 migliorato) rispetto al proprio livello basale dopo 18 mesi di terapia, rispetto al 4% dei pazienti ai quali era stato somministrato il placebo.
- A 18 mesi, il 51% dei pazienti patisiran ha ottenuto un miglioramento nella qualità della vita misurato in base al punteggio Norfolk QOL-DN, rispetto al 10% dei pazienti placebo.
- Nel corso dei 18 mesi di terapia, i pazienti trattati con patisiran, hanno ottenuto un notevole beneficio in tutti gli altri endpoint di efficacia, tra cui attività quotidiane, deambulazione, stato nutrizionale e sintomatologia autonomica.
- Patisiran ha ottenuto dati favorevoli sugli endpoint esplorativi relativi a struttura cardiaca e parametri funzionali nei pazienti con interessamento cardiaco.
- L’incidenza e la gravità degli eventi avversi sono stati simili nei pazienti trattati con patisiran e con placebo. Gli eventi avversi più comuni segnalati nei pazienti trattati con patisiran, con una frequenza almeno del 3% superiore a quella registrata nei pazienti trattati con placebo, sono stati l’edema periferico e le reazioni correlate all’infusione.

Importanti informazioni sulla sicurezza di patisiran

Reazioni correlate all’infusione
Nei pazienti trattati con patisiran sono state osservate reazioni correlate all’infusione (IRR). In uno studio clinico controllato, il 19% dei pazienti trattati con patisiran ha manifestato IRR, rispetto al 9% dei pazienti trattati con il placebo. I sintomi più comuni delle IRR con patisiran sono stati: flushing, mal di schiena, nausea, dolore addominale, dispnea e cefalea.
Per ridurre il rischio di IRR, i pazienti devono ricevere una premedicazione contenente un corticosteroide, paracetamolo e antistaminici (H1 e H2 antagonisti) almeno 60 minuti prima dell’infusione di patisiran. Durante l’infusione, occorre monitorare i pazienti per individuare eventuali segni o sintomi di IRR. Qualora si verificasse una IRR, è necessario valutare se rallentare o interrompere l’infusione, eseguendo il trattamento medico clinicamente indicato. In caso di interruzione dell’infusione, è possibile vagliare se riprenderla solo se i sintomi sono scomparsi. In presenza di IRR grave o potenzialmente fatale, l’infusione deve essere sospesa e non ripresa.

Livelli serici ridotti di vitamina A e integrazione consigliata
Il trattamento con patisiran comporta una diminuzione dei livelli serici di vitamina A. I pazienti che ricevono patisiran devono assumere un’integrazione orale di circa 2.500 IU di vitamina A al giorno per ridurre il rischio potenziale di tossicità oculare dovuta alla carenza di vitamina A. Durante il trattamento con patisiran, non si deve superare la dose di 2.500 IU al giorno per mantenere i livelli serici di vitamina A nella norma, perché i livelli serici non rispecchiano la quantità totale di vitamina A presente nell’organismo. I pazienti che sviluppano sintomi oculari, indice di carenza di vitamina A (per esempio, visione ridotta o cecità notturna, secchezza oculare persistente, infiammazione degli occhi, infiammazione, ulcerazione, ispessimento o perforazione della cornea), devono consultare un oftalmologo.

Reazioni avverse
Le reazioni avverse più comuni verificatesi nei pazienti trattati con patisiran sono state l’edema periferico (30%) e le reazioni correlate all’infusione (19%).

Per informazioni complete sul farmaco è possibile consultare il Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (SmPC, Summary of Product Characteristics), che verrà pubblicato anche in lingua italiana sul sito dell'Agenzia Europea per i Medicinali (EMA).

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