All’origine del dolore continuo c’è spesso un trauma

L’algodistrofia, conosciuta anche come Sindrome da Dolore Regionale Complesso (CRPS), è una rara malattia multisistemica e multisintomatica le cui cause sono ancora sconosciute.
Un recente articolo pubblicato su BMC Neurology ha chiarito alcuni aspetti diagnostici e prognostici della malattia, in particolare della CRPS di tipo 1 in forma parziale, con interessamento di un massimo di tre dita della mano. Gli arti – mani e piedi – sono, infatti, le parti del corpo colpite dalla patologia.


Lo studio, un’accurata indagine retrospettiva, ha considerato 132 pazienti ricoverati presso il reparto riabilitativo della Clinique romande de réadaptation suvacare di Sion (Svizzera) in poco meno di 6 anni. La maggior parte dei pazienti erano uomini, impiegati nell’industria e nell’edilizia, che hanno mostrato i primi sintomi in seguito a un incidente sul lavoro, stradale o un trauma sportivo.  Tra tutti i pazienti considerati le forme di CRPS 1 parziali individuate erano 16, 11 in pazienti uomini e 5 nelle donne.

Diagnosticare la CRPS non è facile, proprio a causa della natura multisintomatica della patologia. La comunità scientifica negli anni ha adottato diversi criteri diagnostici. In particolare i criteri francesi (risalenti al 1997) e i più attuali ‘criteri di Budapest’. Si tratta di un modello diagnostico clinico fondato sulla compresenza di più sintomi specifici (dolore continuo e sproporzionato rispetto all’evento scatenante, sintomi sensoriali e vasomotori, edema e molti altri) e dai risultati dell’esame radiografico.

Secondo quanto riportato dallo studio solo l’88 per cento dei casi è stato diagnosticato grazie al metodo proposto dai ‘criteri di Budapes’, per la conferma diagnostica dei restanti casi è stata necessaria una diagnosi strumentale, ottenuta tramite scintigrafia ossea trifasica.

Lo studio dimostra quindi che la scintigrafia trifasica è un esame strumentale molto utile nella diagnosi della CRPS, che attualmente si basa invece quasi esclusivamente sul modello clinico. I ricercatori auspicano l’utilizzo della versione del 2010 dei ‘criteri di Budapest’ , con il ricorso dell’esame strumentale in tutti i casi di dubbio diagnostico.

Lo studio dimostra inoltre che, a differenza dei dati della letteratura precedenti, statisticamente solo il 50% dei pazienti con CRPS 1 parziale ha ottenuto, in seguito a trattamento riabilitativo e farmacologico, dei miglioramenti tali da poter riprendere l’attività lavorativa.
Rispetto alla letteratura precedente, lo studio di Michel Konzelmann e colleghi ha dunque riscontrato una maggior incidenza della patologia tra gli individui di sesso maschile e una prognosi peggiore in termini di ritorno al lavoro.

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