Approvazione europea

Si tratta della prima e unica terapia genica autorizzata in Europa per la patologia

Zugo (SVIZZERA) - La Commissione Europea (CE) ha concesso l'autorizzazione all'immissione in commercio di elivaldogene autotemcel (eli-cel, nome commerciale Skysona), terapia genica una tantum per il trattamento dell'adrenoleucodistrofia cerebrale (CALD) precoce in pazienti di età inferiore ai 18 anni con una mutazione nel gene ABCD1 e per i quali non è disponibile un donatore di cellule staminali ematopoietiche germano-compatibile con l'antigene leucocitario umano (HLA). Elivaldogene autotemcel è la prima terapia genica una tantum approvata nell’Unione Europea per il trattamento della CALD, una rara malattia neurodegenerativa che insorge nell'infanzia e può portare rapidamente alla perdita progressiva e irreversibile della funzione neurologica e alla morte.

L’adrenoleucodistrofia (ALD) è un raro disturbo metabolico legato al cromosoma X e colpisce prevalentemente i maschi. Si stima che la malattia venga diagnosticata nel mondo in un neonato maschio su 21.000. La malattia è dovuta ad alcune mutazioni del gene ABCD1 che alterano la produzione della proteina dell’adrenoleucodistrofia (ALDP), causando di conseguenza un accumulo tossico di acidi grassi a catena molto lunga (VLCFA) soprattutto nella corteccia surrenale, nella sostanza bianca del cervello e nel midollo spinale.

Il 40% circa dei maschi affetti da ALD sviluppa la CALD, la forma più severa della patologia. La CALD è una malattia neurodegenerativa progressiva e irreversibile che comporta la degenerazione della mielina, la guaina protettiva delle cellule nervose presenti nel cervello, deputate al pensiero e al controllo dei muscoli. L’esordio dei sintomi della CALD in genere avviene nell’infanzia (età mediana 7 anni). È fondamentale diagnosticare precocemente la CALD, poiché il trattamento deve essere somministrato prima che la malattia sia molto avanzata.

Elivaldogene autotemcel è una terapia studiata in modo specifico per trattare la causa genetica della CALD e utilizza la trasduzione ex vivo con il vettore lentivirale Lenti-D per aggiungere copie funzionali del gene ABCD1 nelle cellule staminali ematopoietiche del paziente. L’aggiunta del gene funzionale ABCD1 permette ai pazienti di produrre la proteina ALDP, che si ritiene possa facilitare la scomposizione dei VLCFA. Si pensa che l’espressione di ALDP e l’effetto di elivaldogene autotemcel durino tutta la vita. L'obiettivo del trattamento con elivaldogene autotemcel è quello di stabilizzare la progressione della CALD e, di conseguenza, preservare il più possibile la funzione neurologica, inclusa la conservazione della funzione motoria e della capacità di comunicare. È importante sottolineare che con elivaldogene autotemcel non occorrono cellule staminali ematopoietiche da donatore eterologo.

In precedenza, l'unica opzione terapeutica disponibile per i pazienti CALD era il trapianto di cellule staminali da donatore, chiamato trapianto allogenico di cellule staminali ematopoietiche (allo-HSCT), associato a potenziali severe complicanze e a una mortalità più elevata tra i pazienti privi di un donatore germano-compatibile (MSD). Si calcola che più dell'80% dei pazienti con diagnosi di CALD non abbia un MSD.

"Elivaldogene autotemcel è la prima e unica terapia genica una tantum approvata nell'UE per i pazienti con CALD, una malattia neurodegenerativa devastante, e siamo immensamente grati a tutti coloro che ci hanno permesso di raggiungere questo traguardo, dai pazienti e i loro cari a tutti gli sperimentatori, agli enti regolatori, alla comunità ALD e, naturalmente, all’intera famiglia di bluebird", ha dichiarato Andrew Obenshain, Presidente, Malattie genetiche gravi, bluebird bio. "bluebird bio è stata fondata con l’obiettivo di sviluppare una terapia in grado di ricodificare la CALD a livello genetico, e l'annuncio di oggi sintetizza oltre venti anni di ricerca e sviluppo che hanno gettato le basi per rendere possibili future terapie geniche”.

La terapia elivaldogene autotemcel è stata esaminata nell'ambito del programma PRIME dell'Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) e in precedenza ha ottenuto lo status di farmaco orfano per il trattamento della CALD.

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