Phoenix - Una nuova ricerca condotta presso la Mayo Clinic dell’Arizona suggerisce che la malattia di Parkinson può essere diagnosticata grazie a un test sulle ghiandole salivari. Lo studio sarà presentato al prossimo meeting della American Academy of Neurology, che si svolgerà nel mese di marzo.

Attualmente non esistono test diagnostici per il Parkinson, per questo lo studio del Dott. Charles Adler e colleghi potrebbe essere una grande scoperta. “Abbiamo dimostrato – spiega Adler – che i pazienti con Parkinson presentano alcune anomalie proteiche a livello delle ghiandole sottomandibolari salivali.”
La scoperta è stata effettuata grazie alle autopsie effettuate su 15 pazienti con diagnosi di Parkinson deceduti a un’età media di 68 anni. Le biopsie sono state effettuate mediante prelievi tissutali su due ghiandole differenti: la ghiandola sottomandibolare e le ghiandole salivari minori del labbro inferiore. Le anomalie proteiche sono state riscontrare nell’82 per cento dei casi.

"Anche se ancora in fase di analisi – ha dichiarto Adler - il tasso di risultati positivi nelle biopsie delle ghiandole del labbro inferiore sembrano essere di molto inferiori rispetto a quelle delle ghiandole sottomandibolari. Questo studio suggerisce comunque che la biopsia delle cellule salivari potrà essere utilizzato per diagnosticare la malattia su pazienti viventi.”

 

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