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Parma – Anche nel nostro Paese è stata autorizzata l’indicazione della collagenasi di Clostridium histolyticum per il trattamento della malattia di La Peyronie, una patologia che provoca lo sviluppo di una placca di collagene o tessuto cicatriziale sull’asta del pene. In Italia, si stima che soffra della condizione il 7% circa degli uomini tra i 50 e i 70 anni. Il farmaco di Swedish Orphan Biovitrum AB (Sobi), non rimborsabile dal Servizio sanitario nazionale, è a disposizione degli specialisti per il trattamento di pazienti adulti colpiti da questa malattia, con una placca palpabile e una curvatura del pene di almeno 30 gradi.

La malattia di La Peyronie, o Induratio Penis Plastica (IPP), comporta la formazione di una placca di collagene, o tessuto cicatriziale, sull’asta del pene. Tale placca, denominata 'di La Peyronie', può indurire il pene o ridurne l’elasticità, causandone la curvatura durante l’erezione. La malattia può manifestarsi con gravità variabile ed è caratterizzata da preoccupazione e dolore durante l’erezione, fattori che hanno un impatto negativo sulla qualità e la frequenza dei rapporti sessuali e, in genere, sulla qualità di vita dei pazienti. La patologia è contraddistinta da una componente infiammatoria iniziale, di cui si ha scarsa consapevolezza, e da un decorso variabile che, in meno del 13% dei casi, tende a risolversi spontaneamente. Dopo circa 12 mesi dalla comparsa dei primi sintomi si giunge ad una forma stabile del pene, che presenta una curvatura più o meno accentuata durante la fase di erezione. Oggi, l’incidenza della malattia di La Peyronie è stimata tra il 3 e il 9% della popolazione mondiale, ma si calcola che la patologia sia ampiamente sottodiagnosticata e sottotrattata.

La collagenasi di Clostridium histolyticum è un trattamento farmacologico indicato per la malattia di La Peyronie e per la malattia di Dupuytren, e può rappresentare un’alternativa all’invasività dell'intervento chirurgico. Il medicinale è una combinazione di due collagenasi purificate prodotte da clostridium, che distruggono, per reazione enzimatica, il tessuto fibroso o la placca di collagene. Il farmaco viene somministrato attraverso iniezione locale, direttamente nel tessuto fibroso. Nella malattia di La Peyronie, all’iniezione di collagenasi è comunque necessario associare un'attività di modellamento del pene. Tale azione deve essere effettuata dal medico durante ogni ciclo di terapia e ripetuta, poi, dallo stesso paziente per le sei settimane successive.

L’uso della collagenasi di Clostridium histolyticum per il trattamento della malattia di La Peyronie è stato approvato, ad aprile del 2015, nei 28 Paesi membri dell’Unione europea (UE) e, a dicembre del 2013, negli Stati Uniti da parte della Food and Drug Administration (FDA). In Europa, il farmaco è commercializzato da Sobi con il marchio Xiapex®.

“La notizia è che grazie a questa nuova terapia con collagenasi, di cui si è ampiamente discusso in occasione del nostro 89° Congresso annuale, svoltosi di recente a Venezia, gli urologi possono ora disporre di un trattamento dedicato”, ha dichiarato Vincenzo Mirone, Segretario Generale della SIU, Società Italiana di Urologia. “Fino ad oggi, ci siamo affidati a soluzioni terapeutiche 'prestate' alla malattia di La Peyronie, come il cortisone e, nei casi più gravi, l’intervento chirurgico. Tuttavia, l’operazione, che può consistere nel semplice raddrizzamento del pene o nell’applicazione di patch autologhi o eterologhi, è necessaria solamente nel 10% dei casi; questo perché la maggior parte dei pazienti si stabilizza in una fase non particolarmente grave della patologia. Questa nuova terapia farmacologica specifica porterà alla quasi completa eliminazione del bisturi”.

“Grazie all’azione anti-fibrotica della collagenasi, siamo ora in grado di modellare efficacemente la curvatura del pene, raddrizzandolo”, ha aggiunto Alessandro Palmieri, Presidente della SIA, Società Italiana di Andrologia. “L’iter per ogni ciclo di trattamento è semplice (sono previsti un massimo di quattro cicli): si procede con due iniezioni distanziate da un lasso di tempo di 24/72 ore. Trascorse altre 24/72 ore, il medico procede con un rimodellamento del pene e, in seguito, per le successive sei settimane, il paziente dovrà provvedere personalmente a esercizi giornalieri di modellamento e allungamento dell'organo. È una soluzione che blocca il peggioramento della malattia, garantendo, in oltre il 40% dei casi, un netto miglioramento. Come per tutte le patologie la cui origine è quasi sconosciuta, anche nel caso della malattia di La Peyronie la diagnosi precoce è molto importante, per interrompere il prima possibile il processo di deposizione del collagene. È bene, quindi, che gli uomini pratichino l’autopalpazione, una procedura che può permettere di scoprire la presenza, ad esempio, di piccoli noduli sottocutanei. In alternativa, basta sottoporsi ad una visita andrologica. Lo strumento diagnostico più efficace è sicuramente l’ecografia”.



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