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Leucemia mieloide cronica

E’ stata presentata in anteprima negli USA una ricerca italiana, interamente realizzata al policlinico Santa Maria alle Scotte di Siena, che potrebbe aprire nuove prospettive di cura per i pazienti con leucemia mieloide cronica. La novità è stata illustrata di recente dalla professoressa Monica Bocchia, direttore UOC Ematologia dell’AOU Senese, al 58° Congresso della  Società Americana di Ematologia, che si è appena svolto a San Diego.

GERMANIA - La leucemia mieloide cronica (CML) è la malattia mieloproliferativa più comune ed è dovuta ad alterazioni cromosomiche che coinvolgono le cellule staminali ematopoietiche del midollo osseo, da cui poi hanno origine le varie cellule del sangue. Oggi, le persone che si trovano a dover combattere contro questa forma di leucemia possono contare su imatinib mesilato, un composto che appartiene alla categoria degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI): nel 2001, è stato approvato come farmaco orfano per la CML dalla Food and Drug Administration (FDA) statunitense e dall'Agenzia Europea per i Medicinali (EMA).

Secondo uno studio recentemente pubblicato su Blood alcuni pazienti affetti da leucemia mieloide cronica possono avere una risposta migliore rispetto ad altri all’inibitore delle tirosin chinasi (TKI) di terza generazione ponatinib a seconda del numero e del tipo di mutazioni di BCR-ABL 1 presenti.

In uno studio di multicentrico di fase III di ricercatori coreani, presentato al congresso dell’American Society of Hematology (ASH), a Orlando, radotinib in pazienti con leucemia mieloide cronica in fase cronica di nuova diagnosi, si è dimostrato significativamente superiore a imatinib in termini di risposta citogenetica completa e risposta molecolare maggiore (MMR), con un profilo di sicurezza gestibile.

Il trattamento con ponatinib nei pazienti con leucemia mieloide cronica, porterebbe a una sopravvivenza globale (OS) superiore rispetto al trapianto allogenico di cellule staminali, secondo i risultati combinati di un’analisi di due coorti presentati di recente a Orlando, al congresso dell’American Society of Hematology (ASH). Il farmaco non sembra invece dare risultati migliori nei pazienti con leucemia mieloide cronica in fase accelerata o in crisi blastica.

CAMBRIDGE, Mass., e LOSANNA, Svizzera - ARIAD Pharmaceuticals, Inc. ha oggi in questi giorni l'inizio di uno studio clinico randomizzato di fase 3 su Iclusig (ponatinib) nei pazienti di seconda linea affetti da leucemia mieloide cronica (LMC) in fase cronica (FC).

Secondo quanto emerso da uno studio prospettico recentemente pubblicato sulla rivista Leukemia, il ricorso al trapianto allogenico di cellule staminali ematopoietiche per il trattamento di pazienti affetti da leucemia mieloide cronica (CML), ha ottenuto risultati di sopravvivenza a 10 anni simili a quelli raggiunti mediante le attuali terapie farmacologiche.



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