Il carcinoma pancreatico metastatico è destinato a diventare la terza causa principale di morte per cancro in Europa. Offrire quindi un miglior accesso alle terapie per i pazienti che ne sono affetti è una priorità.

E’ stato sperimentato per la prima volta in Europa presso l'Istituto oncologico napoletano 'Pascale' il trattamento dell'elettroporazione per neoplasie pancreatiche inoperabili. E i risultati sui primi 13 pazienti trattati con l'elettrochemioterapia sono "più che soddisfacenti", sottolinea una nota.

Il progetto è stato realizzato con il contributo di Celgene

Nel nostro Paese il tumore al pancreas è in crescita. Si stima che alla fine del 2014 i nuovi casi saranno 12.700, mostrando un aumento del 4% rispetto al 2013 e del 13% rispetto all’anno 2011. Proprio per dare una risposta a questa situazione allarmante, l'associazione degli oncologi medici (Aiom), insieme con la Società di medicina generale (Simg ) e l'Associazione del Malati di Cancro (Aimac) ha promosso una campagna di informazione e sensibilizzazione rivolta ai cittadini, dal nome ‘PanCrea’. Il progetto è stato reso possibile grazie al contributo di Celgene, grazie alla quale sarà possibile riproporre l’attività anche nell’anno 2015.

Nuvilex Inc. (NVLX), società di biotecnologie occupata nello sviluppo di soluzioni di terapia cellulare, ha annunciato di aver presentato domanda alla FDA per ottenere la designazione di farmaco orfano per il suo trattamento definito ‘Cell-in-a-Box(R)’ e rivolto al trattamento del cancro del pancreas.
Il trattamento messo a punto da Nuvilex combina nella ‘Cell-in-a-Box(R)’ la tecnologia di incapsulamento di cellule vive a base di cellulosa con basse dosi del profarmaco antitumorale ifosfamide, al fine di trattare i pazienti con una chemioterapia mirata. Le cellule racchiuse  in capsule convertono l’ifosfamide nella sua forma anticancerogena in prossimità del sito tumorale, così da aumentare l'efficienza e l'efficacia del trattamento.


L’adenocarcinoma del pancreas rappresenta, a livello globale, l’ottava causa di morte per cancro tra gli uomini e la nona tra le donne. Nel nostro paese, l’incidenza di questo tipo di tumore è in leggera crescita (rispettivamente, +0.8%/anno nei maschi e +2,0%/anno nelle femmine) ed i fattori di rischio più comuni comprendono il fumo, diverse patologie tra le quali la pancreatite cronica non-ereditaria, il diabete mellito e alcune sindromi familiari come la sindrome di Peutz-Jeghers e la sindrome di Lynch. Anche le mutazioni della linea germinale legate al gene BRCA2 contribuiscono ad aumentare il rischio di tumore, ma la mutazione più frequentemente associata al cancro del pancreas (riscontrabile in più del 90% dei casi) è quella del gene KRAS, che si configura come una delle caratteristiche principali dell’adenocarcinoma pancreatico insieme alla propensione per l’invasione locale e per la metastatizzazione, la comparsa di un’estesa reazione stromale desmoplastica e l’evasione della risposta immunitaria tumorale.

Baxter International e Merrimack Pharmaceuticals hanno annunciato un accordo di licenza e collaborazione esclusiva per lo sviluppo e la commercializzazione di MM-398, noto anche come 'nal-IRI'. MM-398 è un farmaco sperimentale candidato per il trattamento di pazienti con carcinoma pancreatico metastatico precedentemente trattati con una terapia a base di gemcitabina e per il quale Merrimack sta preparando una New Drug Application negli Stati Uniti.

Sono stati pubblicati sulla rivista specializzata Cell i risultati di uno studio, condotto sui topi, che ha testato una molecola derivata dalla vitamina D in relazione al cancro al pancreas. Grazie al buon esito di questo primo studio, ora la sperimentazione clinica è stata ampliata anche all’uomo.
Lo studio è stato condotto dai ricercatori del Salk Institute di La Jolla, guidati da Ronald Evans. Il segreto del derivato della vitamina D sarebbe quello di favorire la penetrazione dei farmaci all'interno delle cellule tumorali, potenziandone l’efficacia.
Secondo i ricercatori questa molecola, potenziando l’effetto della chemioterapia, sarebbe addirittura in grado di aumentare del 50% il tasso di sopravvivenza.

Secondo uno studio, realizzato dai ricercatori americani della School of Public Health di Yale e pubblicato su Cancer Epidemiology, Biomarkers & Prevention, le persone che giornalmente assumono una dose di aspirina al fine di prevenire l'insorgenza di disturbi cardiovascolari, rischiano la metà (rispetto ai pazienti che non assumono il farmaco) di sviluppare cancro al pancreas.
I ricercatori, dopo uno studio durato 4 anni (dal 2005 al 2009) e condotto su 362 pazienti con  tumore al pancreas e 690 persone sane, sono arrivati alla conclusione che il rischio di sviluppare un carcinoma pancreatico era ridotto del 39 per cento in chi prendeva il medicinale a basse dosi (fra 75 e 325 milligrammi al giorno) da sei anni (o meno) e che la protezione saliva al 60 per cento nei pazienti che seguivano la cura da oltre 10 anni.

 Sportello legale OMaR

Malattie rare e coronavirus - L'esperto risponde

Speciale Vaccino Covid-19

Iscriviti alla Newsletter

Iscriviti alla Newsletter per ricevere Informazioni, News e Appuntamenti di Osservatorio Malattie Rare.

Seguici sui Social

Invalidità civile e Legge 104, tutti i diritti dei malati rari

Invalidità civile e Legge 104, tutti i diritti dei malati rari

Guida alle esenzioni per le malattie rare

Malattie rare - Guida alle nuove esenzioni

Partner Scientifici



Questo sito utilizza cookies per il suo funzionamento. Maggiori informazioni