Il carcinoma pancreatico metastatico è destinato a diventare la terza causa principale di morte per cancro in Europa. Offrire quindi un miglior accesso alle terapie per i pazienti che ne sono affetti è una priorità.

Il nuovo inibitore della poli-(ADP-ribosio)-polimerasi (PARP) rucaparib si dimostrato attivo, con un profilo di sicurezza accettabile, in una piccola coorte di pazienti affetti da un tumore al pancreas e portatori di mutazioni di BRCA, valutati nell’ambito dello studio di fase 2 RUCAPANC, presentato a Chicago durante il congresso annuale dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO).

Il carcinoma del pancreas rappresenta, per la prognosi particolarmente sfavorevole, uno dei principali big killer oncologici; per questo motivo la ricerca clinica si sta impegnando per migliorare le conoscenze sui meccanismi di insorgenza e progressione di questa neoplasia, con l’obiettivo di ottenere terapie sempre più efficaci.

Le nuove linee guida della American Society of Clinical Oncology (ASCO) per la gestione dei pazienti affetti da cancro al pancreas sono finalmente disponibili. A riportarle il Journal of Clinical Oncology. L’approccio multidisciplinare proposto distingue i pazienti in tre tipologie: di seguito un breve sommario del documento.

Secondo i risultati dello studio internazionale di fase III ESPAC-4 (European Study Group for Pancreatic Cancer’s Trial 4), presentati a Chicago in occasione del recente congresso dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO), l'aggiunta di capecitabina alla gemcitabina come terapia adiuvante prolungherebbe la sopravvivenza nei pazienti che sono stati sottoposti a resezione di un tumore al pancreas con intento curativo.

Secondo un sondaggio, solo il 30% dei pazienti ha ricevuto informazioni sul trattamento al momento della diagnosi. La metà degli intervistati ha indicato di non aver mai discusso con un medico riguardo agli studi clinici

WASHINGTON (U.S.A.) – È stato putroppo stabilito, da tempo, che il cancro al pancreas ha una prognosi infausta. Per molti pazienti, i trattamenti attivi sono in grado di migliorare l'esito clinico del paziente, come la sopravvivenza globale e il controllo dei sintomi. Tuttavia, ci sono prove che il cancro del pancreas sia sottotrattato, anche nei pazienti con malattia resecabile. Inoltre, anche se la partecipazione ad una sperimentazione clinica è raccomandata dalle linee guida attuali, i dati recenti suggeriscono che la partecipazione dei pazienti agli studi in corso è al di sotto dell'obiettivo globale.

“Troppi interventi chirurgici contro il tumore del pancreas sono svolti in strutture che ne svolgono meno di 20 l’anno. Si tratta del numero minino raccomandato dalle linee guida internazionali e dalle istituzioni sanitarie italiane. La garanzia di un’adeguata diagnosi e cura richiede invece la definizione di percorsi diagnostici-terapeutici organizzati in rete e con centri di riferimento definiti per competenze professionali, volumi di attività e tecnologie disponibili”. E’ questo l’appello lanciato dagli esperti riuniti a Verona nei giorni scorsi per il convegno nazionale Advances in Oncology focus sul carcinoma del pancreas. L’evento ha visto la partecipazione dei più importanti esperti sulla neoplasia e di diversi rappresentanti delle associazioni di pazienti.

Verona ha ospitato ieri il primo flash mob nazionale per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tumore del pancreas dal titolo "La vita è meravigliosa, Prevenire allunga la vita".
L’iniziativa ha avuto come palcoscenico la centrale Piazza delle Erbe: alle 18, 19 e 20:15 si sono svolti dei brevi spettacoli con ballerini professionisti, musiche e coreografie, il tutto accompagnato da un telo-aquilone (che simboleggia la speranza e la voglia di lottare) e da moltissime bolle di sapone. Nel mentre sono stati distribuiti opuscoli e altro materiale informativo sulla patologia. L’iniziativa è stata promossa e patrocinata da un gruppo di associazioni di medici e pazienti tra cui l’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), la Società Italiana di Anatomia Patologica e Citologia diagnostica (SIAPEC), la Federazione Italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia (FAVO) e Salute Donna Onlus.

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