Il Mieloma Multiplo (MM) è un tumore del midollo osseo, più frequente negli uomini che nelle donne, e si presenta nella larga maggioranza dei casi dopo i 60 anni. La malattia è causata dal danneggiamento del DNA di alcune plasmacellule, cellule immunitarie che hanno la funzione di produrre anticorpi e difenderci dalle infezioni. Le cellule del mieloma sono caratterizzate dalla produzione in eccesso di un anticorpo, noto come paraproteina o Componente M, che viene rilevato nel siero del paziente e facilita la diagnosi. Inoltre, viene prodotta anche una grande quantità di citochine, segnali dell’infiammazione, che possono interferire con la formazione delle altre cellule del sangue o con la sintesi di osteoclasti, le cellule dell’osso, innescando fragilità e fratture ossee tipiche di questa forma tumorale.

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Takeda Pharmaceutical Company Limited ha annunciato che la Food and Drug Administration (FDA) ha approvato Ixazomib in capsule, il primo e unico inibitore orale del proteasoma, indicato in combinazione con lenalidomide e desametasone, per il trattamento dei pazienti colpiti da mieloma multiplo già sottoposti ad almeno una terapia. Il farmaco (nome commerciale NINLARO®) si presenta come compressa a somministrazione monosettimanale.

Roma – Rari e molto aggressivi e con un forte bisogno di terapie innovative in grado di prolungare la sopravvivenza dei pazienti. Sono il mieloma multiplo, un tumore definito “incurabile” perché spesso resistente alle terapie, e la leucemia linfoblastica acuta (LLA), una neoplasia per cui la prognosi nell’età adulta è ancora largamente insufficiente. Nonostante siano due tra le neoplasie ematologiche più temute permane una scarsa visibilità mediatica su questi tumori.

Nel nostro Paese la sopravvivenza è più alta rispetto al resto d’Europa (39%). Il prof. Fabrizio Pane, presidente Società Italiana di Ematologia (SIE): “Il livello delle cure è eccellente. Già efficace nei tumori solidi, questa nuova arma apre prospettive importanti anche nelle neoplasie del sangue”

Roma – La sopravvivenza dei pazienti italiani colpiti da mieloma multiplo è più alta della media europea. Infatti nel nostro Paese il 42% delle persone affette da questo tumore del sangue è vivo a cinque anni dalla diagnosi rispetto al 39% dei cittadini europei.

Un’analisi dei dati combinati di tre studi di fase III, pubblicata di recente sul Journal of Clinical Oncology rivelerebbe che i pazienti con mieloma multiplo di nuova diagnosi hanno ottenuto un prolungamento della sopravvivenza globale (OS) e della sopravvivenza libera da progressione (PFS) alla prima e alla seconda progressione quando sono stati sottoposti a una terapia continuativa invece che a un trattamento di durata fissa.

  I pazienti affetti da mieloma multiplo che hanno avuto una ricaduta della malattia potrebbero presto avere una nuova opzione terapeutica. Si tratta dell’elotuzumab, un nuovo anticorpo sperimentale immuno-stimolante. L'agenzia statunitense del farmaco, FDA, il 1 ° settembre 2015, ha accettato la revisione prioritaria per la domanda di Biologics License Application, presentata dall’azienda. Tale richiesta si riferisce all’elotuzumab in terapia di combinazione per pazienti che hanno già ricevuto una o più precedenti trattamenti per il mieloma multiplo.

Il Prof. Fabrizio Pane, U.O. Ematologia e Trapianto di Midollo, Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli, fa il punto sull'innovazione del trattamento del Mieloma Multiplo negli ultimi 30 anni e spiega come per i pazienti affetti da questo raro tumore, per lo più anziani, le nuove terapie siano molto più tollerabili di quelle del passato.

E' di pochi giorni fa la notizia che l’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) ha approvatola rimborsabilità di Imnovid (pomalidomide) in associazione a desametasone nel trattamento del mieloma multiplo recidivato e refrattario in pazienti adulti già sottoposti ad almeno due regimi terapeutici. La dottoressa Sylvie Menard, ricercatrice dell'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano spiega qual'è l'iter - lungo e complesso - che porta dalla prima fase di laboratorio alla sperimentazione sui pazienti fino alla piena disponibilità.

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