La Leucemia Linfoblastica Acuta (LLA) è un tumore maligno relativamente raro, pari al 9,5 per cento di tutte le leucemie diagnosticate nel periodo 1998-2002 nell’area dell’AIRT. La malattia deriva dalla proliferazione maligna delle cellule linfoidi, che vengono bloccate in uno stadio precoce della differenziazione. La LLA rappresenta il 75 per cento di tutti i casi di leucemia infantile e in Europa vengono diagnosticati circa 5.000 casi infantili all’anno, con un picco di incidenza tra i 2 e i 5 anni di vita. Oggi, l’esistenza di diverse opzioni terapeutiche ha avuto l’effetto di aumentare considerevolmente il tasso di sopravvivenza dei bambini di età inferiore ai 15 anni.

In una forma acuta di leucemia infantile, colpendo un particolare recettore chiamato BAFF-R (B-cell activating factor receptor) è possibile uccidere in modo selettivo le cellule tumorali resistenti alla chemioterapia. A scoprirlo è stato un gruppo di ricercatori del Children’s Hospital di Los Angeles, che ha pubblicato i risultati dei suoi esperimenti in un articolo pubblicato di recente online sulla rivista Molecular Cancer Therapeutics.

Sono stati pubblicati sulla rivista specializzata Molecular Cancer Therapeutics i risultati di uno studio, condotto dai ricercatori del Children’s Hospital di Los Angeles, che ha dimostrato come utilizzando un anticorpo monoclonale anti-BAFF-R (B-cell activating factor receptor) geneticamente modificato, è possibile uccidere in modo selettivo le cellule tumorali resistenti alla chemioterapia nella forma infantile di leucemia linfoblastica acuta.

Tra il 2002 e il 2006 la sopravvivenza a 5 anni è aumentata del 10 per cento circa ma solo negli uomini, che hanno raggiunto i valori delle donne

GERMANIA - La leucemia linfoblastica acuta (LLA) è un raro tipo di cancro che rappresenta la forma tumorale più diffusa nei bambini ed è causato dal blocco del processo di differenziamento delle cellule linfoidi, che vanno incontro a proliferazione incontrollata.

Grazie alla disponibilità di varie strategie terapeutiche il tasso di sopravvivenza alla malattia è aumentato notevolmente negli ultimi anni, in particolar modo nei pazienti pediatrici mentre, a livello di popolazione, sono presenti pochi dati riguardanti i pazienti adulti, nei quali la malattia è spesso fatale e la sopravvivenza cala drasticamente con l'aumentare dell'età.

Uno studio recentemente pubblicato su “Science Translational Medicine” dimostrerebbe, ancora una volta,  come l'immunoterapia basata sull'impiego di cellule T ingegnerizzate sia funzionale nel trattamento di pazienti affetti da leucemia linfoblastica acuta a cellule B avanzata.

Un paziente adulto sembra essere guarito in soli otto giorni. Una speranza in più per la grave patologia

USA - Un team di medici e ricercatori del  Memorial Sloan-Kettering Cancer Center di New York ha sperimentato una nuova ed efficace terapia per la leucemia linfoblastica acuta. Si tratta di una terapia che consiste nell'estrarre le cellule T, uno dei principali componenti del sistema immunitario, dal sangue dei pazienti, introducendo del nuovo materiale genetico che le rende in grado di colpire i tumori.

La molecola che favorisce la proliferazione neoplastica è la Gfi1, che può essere inibita

Canada - Un team di ricerca internazionale, coordinato dall’ Institut de recherches cliniques de Montréal (Canada), ha individuato un possibile trattamento alternativo per la leucemia linfoblastica acuta. Il gruppo, guidato dal Dott Tarik Möröy, ha scoperto il punto debole della malattia, una molecola contro la quale potrà essere sviluppato un nuovo trattamento farmacologico, in grado di ridurre gli effetti degli attuali approcci radio e chemioterapici.

I nuovi dati provenienti dallo studio rALLy, pubblicati sulla rivista Journal of Clinical Oncology, confermano l’efficacia del nuovo farmaco antitumorale a base di vincristina liposomiale nei pazienti con leucemia linfoblastica acuta negativa per il cromosoma Philadelphia.
Sviluppato da Talon Therapeutics, il farmaco ha ricevuto lo scorso agosto l’approvazione dell’Fda per questa indicazione. Il farmaco ha ricevuto lo status di farmaco orfano sia da Fda sia da Ema.

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