L'aggiunta dell'anticorpo monoclonale anti-CD20 obinutuzumab alla chemioterapia standard con bendamustina ritarderebbe in modo significativo la progressione del linfoma non-Hodgkin indolente recidivato: lo dimostra lo studio di fase III Gadolin, presentato al congresso annuale dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO), a Chicago.

I partecipanti trattati con la combinazione di obinutuzumab e bendamustina, infatti, hanno ottenuto un raddoppio della sopravvivenza libera da progressione (PFS) rispetto a quelli trattati con la sola bendamustina. I risultati ad interim sono stati così positivi che il trial è stato terminato in anticipo.

Leggi qui la notizia completa.

Sportello legale

Malattie rare e coronavirus - L'esperto risponde

BufalaVirus: le false notizie su COVID-19

Iscriviti alla Newsletter

Iscriviti alla Newsletter per ricevere Informazioni, News e Appuntamenti di Osservatorio Malattie Rare.

Seguici sui Social

Il valore della cura e dell’assistenza nell’emofilia

Il valore della cura e dell'assistenza nell'emofilia

Sulle proprie gambe: racconti di XLH e rachitismo ipofosfatemico

Sulle proprie gambe: racconti di XLH e rachitismo ipofosfatemico

Partner Scientifici



Questo sito utilizza cookies per il suo funzionamento. Maggiori informazioni