Chicago (USA) – Sono stati presentati in occasione del 53° Congresso ASCO (American Society of Clinical Oncology) i risultati dello studio di Fase III ALEX, che ha mostrato come alectinib sia in grado di ridurre il rischio di peggioramento della malattia o morte (sopravvivenza libera da progressione, PFS) di oltre la metà (53%) rispetto alla terapia standard con crizotinib, quando somministrato come trattamento di prima linea in pazienti affetti da carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) positivo all’ALK (chinasi del linfoma anaplastico) in stadio avanzato (rapporto di rischio (HR)=0,47, 95% IC: 0,34-0,65, p<0,0001).

La PFS mediana riportata dagli investigatori, endpoint primario dello studio, non è stata ancora raggiunta nei pazienti trattati con alectinib (95% IC: 17,7 non raggiunta) rispetto agli 11,1 mesi (95% IC: 9,1-13,1 mesi) dei pazienti trattati con crizotinib. La PFS mediana valutata da un comitato di revisione indipendente (IRC), un endpoint secondario, è stata di 25,7 mesi (95% IC: 19,9 non raggiunta) per i pazienti trattati con alectinib rispetto a 10,4 mesi (95% IC: 7,7-14,6 mesi) per i pazienti trattati con crizotinib (HR=0,50, 95% IC 0,36-0,70; p<0,0001). Il profilo di sicurezza di alectinib è coerente con quello osservato in studi precedenti.

"Alectinib, ha ridotto il rischio di progressione della malattia di oltre la metà e ha ridotto il rischio di diffusione o crescita del tumore nel cervello, che può avere effetti devastanti per i pazienti", ha spiegato Sandra Horning, MD, Chief Medical Officer e Head of Global Product Development di Roche. "Questi risultati migliorano significativamente lo standard terapeutico per questa malattia, allungando il tempo medio vissuto dai pazienti senza peggioramento della malattia da meno di un anno a più di due anni. Stiamo ora presentando questi dati alle autorità regolatorie di tutto il mondo".

Lo studio globale ALEX, randomizzato, di Fase III, ha anche dimostrato che alectinib riduce il rischio di progressione della malattia nel sistema nervoso centrale (SNC) dell’84% (HR=0,16, 95% IC: 0,10-0,28; p<0,0001). L’incidenza cumulativa valutata a dodici mesi per quanto riguarda la progressione nel SNC per i pazienti con o senza metastasi nel SNC al basale è stata del 9,4% (95% IC: 5,4-14,7%) per i pazienti trattati con alectinib e del 41,4% (95% IC: 33,2-49,4%) per i pazienti trattati con crizotinib.

I dati ottenuti dallo studio ALEX saranno presentati alle autorità sanitarie mondiali, compresa la Food and Drug Administration (FDA) statunitense, che nel settembre 2016 ha concesso ad alectinib la Breakthrough Therapy Designation (BTD, designazione di terapia fortemente innovativa) per il trattamento di pazienti affetti da NSCLC ALK-positivo, in stadio avanzato, non precedentemente sottoposti a trattamento con un inibitore di ALK.

Nell'Unione Europea, a febbraio 2017 è stata concessa l’autorizzazione di immissione in commercio condizionata ad alectinib in monoterapia per i pazienti affetti da NSCLC ALK-positivo in stadio avanzato precedentemente trattati con crizotinib. In base a quanto previsto dall’autorizzazione condizionata dell'UE, Roche presenterà ora lo studio ALEX come obbligo specifico per ottenere la piena approvazione di alectinib per questa indicazione.

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