Il codice di esenzione dell'epatite C è 016 (Malattie croniche – Epatite cronica attiva).

Uno studio recentemente presentato alla “Conference on Retroviruses and Opportunistic Infections” di Boston avrebbe dimostrato che la terapia messa a punto per i pazienti affetti dal virus HCV (interamente orale e interferon-free) sarebbe in grado di curare con successo circa il 90% degli individui naive a trattament precedenti.
Lo studio ha coinvolto 166 pazienti, i quali sono stati sottoposti al trattamento, per 12 settimane, con gli antivirali: daclatasvir, un inibitore del complesso di replicazione NS5A, asunaprevir, un inibitore della proteasi NS3, e l’antivirale noto per ora con la sigla BMS-791325, un inibitore selettivo non nucleosidico della polimerasi.

La diffusione dell'epatite C (HCV) in persone che fanno uso di sostanze stupefacenti è purtroppo un problema cronico. I ricercatori del Centro di Ricerca sul consumo di droga e l’HIV dell’Università di New York ritengono che attraverso interventi sociali, comportamentali e programmi educativi, si potrebbe ridurre il numero di persone colpite dalla patologia e stanno ideando strategie di intervento che mettano in risalto i pericoli meno noti di trasmissione dell'HCV per facilitare la prevenzione a lungo termine di tale infezione.

Epatite C: “infiammazione del fegato causata da un virus denominato HCV. L’HCV attacca preferenzialmente il fegato, attraverso l’attivazione del sistema immunitario dell’ospite, provocando danni strutturale e funzionali anche molto gravi. Nello specifico l’infezione causa la morte delle cellule epatiche (necrosi epatica), che vengono sostituite da un nuovo tessuto di riparazione-cicatrizzazione, cosi da determinare il processo di fibrosi epatica”.
Secondo gli ultimi dati raccolti, l'Italia è il Paese europeo con il maggior numero di persone positive al virus dell'Epatite C: circa il 3% della popolazione italiana è entrata in contatto con l'HCV e si stima che i portatori cronici siano almeno 1,6 milioni. Ancora oggi purtroppo muoiono per malattie croniche del fegato causate dall'epatite circa 20.000 persone e molte altre sono ancora in attesa di diagnosi a causa del fatto che l'epatite rimane spesso asintomatica per anni.

La Commissione Europea ha concesso l’autorizzazione per l’immissione in commercio delle compresse da 400 mg di Sovaldi® (sofosbuvir), un analogo nucleotidico inibitore della polimerasi in mono-somministrazione orale giornaliera, per il trattamento dell’infezione cronica da epatite C (CHC) in soggetti adulti, in associazione con altri agenti antivirali: ribavirina (RBV) e interferone pegilato alfa (peg-IFN). L’autorizzazione giunge in seguito ad un processo di valutazione accelerato da parte dell’Agenzia Europea dei Medicinali, una designazione concessa a nuovi farmaci considerati di grande interesse per la salute pubblica e consente la commercializzazione di sofosbuvir in tutti e 28 paesi dell’Unione Europea (UE).

Secondo i dati presentati al Congresso sull’Epatite HEP DART 2013 , svoltosi dall'8 al 12 dicembre scorso a Big Island (Hawaii), il farmaco sperimentale faldaprevir di Boehringer Ingelheim , se usato in combinazione con l'interferone peghilato e la ribavirina, è efficace nel trattamento dell'infezione da virus dell’epatite C (HCV). La sua efficacia sembrerebbe confermata anche in presenza di mutazioni comunemente presenti nel virus, come il polimorfismo NS3 Q80K.

La ditta farmaceutica AbbVie ha reso noti i risultati positivi ottenuti dallo studio randomizzato di fase III SAPPHIRE – 1, circa l'uso del regime interamente orale inteferon-free, formato da una combinazione di tre antivirali ad azione diretta di nuova generazione più ribavirina, impiegato nei confronti dell'Epatite C.

Milano – Gilead Sciences, Inc. ha annunciato oggi che il Comitato per i Medicinali per Uso Umano (CHMP), il comitato scientifico dell’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA), ha espresso parere favorevole in merito alla domanda di autorizzazione per l’immissione in commercio (MAA) presentata GILEAD SCIENCES per Sovaldi® (sofosbuvir, compresse da 400 mg), un analogo nucleotidico inibitore della polimerasi in mono-somministrazione orale giornaliera, indicato per il trattamento dell’infezione cronica da virus dell’epatite C (HCV) in soggetti adulti. Il parere del CHMP raccomanda l’approvazione di Sovaldi® per il trattamento dell’HCV in associazione con altri agenti. Le indicazioni del CHMP saranno esaminate dalla Commissione Europea che ha l’autorità di approvare l’impiego dei medicinali nei 28 paesi membri dell’Unione Europea (UE).

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