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Epatite C

In America una persona su 100 è affetta da Epatite C cronica, ma secondo un nuovo studio pubblicato sugli Annals of Internal Medicine, i costanti progressi e gli innovativi trattamenti renderanno questa malattia una “patologia rara” entro il 2036.

Secondo le previsioni, per quella data sarà affetta da Epatite C solo una persona su 1.500. I ricercatori hanno anche aggiunto che questa eventualità si potrebbe verificare dieci anni prima se le procedure di diagnosi e le terapie migliorassero ulteriormente.

I pazienti italiani affetti da epatite C, che hanno ottenuto il trattamento con sofosbuvir attraverso la procedura ‘ad uso compassionevole’ sono solo 394. Si tratta di un numero esiguo; per questo AIFA chiederà un allargamento del numero di pazienti che ne hanno diritto. O almeno questo è ciò che Luca Pani, direttore generale dell’AIFA, ha annunciato a pochi giorni della proroga richiesta dalla Gilead, ditta produttrice del Sovaldi (sofosbuvir), per concludere procedura negoziale del prodotto.

Come ha dichiarato il direttore generale dell’Aifa, Luca Pani: “Sono 1.200 i pazienti immediatamente gestibili. L’ Aifa intende però chiedere alla propria Commissione tecnico-scientifica (Cts) di allargare l’uso compassionevole anche ai pazienti con carcinoma trattabile che siano in lista per il trapianto. L’Agenzia può fare la proposta, poi è la Cts a dover decidere.”

Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha fornito ulteriori garanzie sulla somministrazione dei nuovi farmaci destinati alle persone affette da epatite C. “Grazie ai risparmi ottenuti attraverso la razionalizzazione della spesa sanitaria riusciremo a lanciare un piano nazionale di eradicazione dell'epatite C, con molta probabilità il programma prenderà il via entro l'autunno”, queste le parole pronunciate dalla politica del Nuovo centrodestra a Cagliari durante un convegno sulla sostenibilità del Sistema sanitario nazionale organizzato dal presidente della commissione Affari sociali della Camera, Pierpaolo Vargiu.

Riportiamo integralmente il comunicato stampa di EpaC e delle 5  Società scientifiche (AIGO, AISF, SIGE, SIMI e SIMIT)

Le Associazioni Scientifiche AIGO, AISF, SIGE, SIMI e SIMIT congiuntamente all’Associazione per i pazienti EpaC, esprimono la loro preoccupazione di fronte alla decisione di Gilead Sciences S.r.l. di non presentarsi alla riunione del Comitato Prezzi e Rimborso indetta da AIFA per lo scorso 4 luglio per la procedura negoziale di Sofosbuvir. 

Nonostante l’impegno congiunto di AIFA con le associazioni dei pazienti e delle società scientifiche per rendere disponibile rapidamente Sofosbuvir ai pazienti Italiani affetti da Epatite C, la scelta di Gilead Sciences S.r.l. di rimandare a fine Settembre 2014 il nuovo incontro con AIFA rischia di avere delle importanti ricadute cliniche in termini di salute per i pazienti con epatite cronica C.

Il farmaco daclatasvir ha ottenuto il parere favorevole del Comitato per i Medicinali per Uso Umano (CHMP) dell’EMA riguardo all’uso (in associazione con altri medicinali) nel trattamento dell’infezione cronica da virus dell’epatite C (HCV).
Daclatasvir è un inibitore del complesso di replicazione NS5A ed è il primo farmaco, appartenente a questa categoria, ad aver ottenuto un parare favorevole dal Chmp per il trattamento di pazienti adulti con infezione HCV.

La compagnia farmaceutica Gilead Sciences ha presentato i risultati di uno studio di fase III (GS-US-337-0113) realizzato in Giappone che ha indagato l'efficacia della terapia sperimentale combinata ledipasvir-sofosbuvir, con e senza ribavirina (RBV), per il trattamento dell’infezione cronica da virus dell’epatite C (HCV) di genotipo 1.
Ledipasvir (LDV) è un inibitore dell'NS5A (proteina non strutturale del virus dell’epatite C) mentre  sofosbuvir (SOF) è un inibitore della polimerasi compreso nella classe degli analoghi nucleotidici. Il regime valutato è monogiornaliero e a dosaggio fisso.

Le compagnie farmaceutiche Gilead e AbbVie stanno competendo tra loro per portare in terapia il primo regime anti-epatite C tutto orale e interferon-free.
Il trattamento terapeutico di AbbVie è costituito dalla combinazione di tre agenti antivirali ad azione diretta contro tre specifici target farmacologici: ABT-450/r (inibitore della proteasi), ABT-267 (ombitasvir, inibitore dell’NS5A), ABT-333 (dasabuvir, inibitore della polimerasi); il regime terapeutico è studiato con e senza ribavirina.
Secondo la decisione presa recentemente dall'EMA, la quale ha validato la domanda di registrazione per il farmaco presentata per i pazienti con genotipo 1 e ne ha concesso anche la valutazione accelerata, il prodotto di AbbVie sarà approvato entro il primo trimestre del 2015.



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