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Epatite C

Riportiamo integralmente il comunicato stampa di EpaC e delle 5  Società scientifiche (AIGO, AISF, SIGE, SIMI e SIMIT)

Le Associazioni Scientifiche AIGO, AISF, SIGE, SIMI e SIMIT congiuntamente all’Associazione per i pazienti EpaC, esprimono la loro preoccupazione di fronte alla decisione di Gilead Sciences S.r.l. di non presentarsi alla riunione del Comitato Prezzi e Rimborso indetta da AIFA per lo scorso 4 luglio per la procedura negoziale di Sofosbuvir. 

Nonostante l’impegno congiunto di AIFA con le associazioni dei pazienti e delle società scientifiche per rendere disponibile rapidamente Sofosbuvir ai pazienti Italiani affetti da Epatite C, la scelta di Gilead Sciences S.r.l. di rimandare a fine Settembre 2014 il nuovo incontro con AIFA rischia di avere delle importanti ricadute cliniche in termini di salute per i pazienti con epatite cronica C.

Il farmaco daclatasvir ha ottenuto il parere favorevole del Comitato per i Medicinali per Uso Umano (CHMP) dell’EMA riguardo all’uso (in associazione con altri medicinali) nel trattamento dell’infezione cronica da virus dell’epatite C (HCV).
Daclatasvir è un inibitore del complesso di replicazione NS5A ed è il primo farmaco, appartenente a questa categoria, ad aver ottenuto un parare favorevole dal Chmp per il trattamento di pazienti adulti con infezione HCV.

La compagnia farmaceutica Gilead Sciences ha presentato i risultati di uno studio di fase III (GS-US-337-0113) realizzato in Giappone che ha indagato l'efficacia della terapia sperimentale combinata ledipasvir-sofosbuvir, con e senza ribavirina (RBV), per il trattamento dell’infezione cronica da virus dell’epatite C (HCV) di genotipo 1.
Ledipasvir (LDV) è un inibitore dell'NS5A (proteina non strutturale del virus dell’epatite C) mentre  sofosbuvir (SOF) è un inibitore della polimerasi compreso nella classe degli analoghi nucleotidici. Il regime valutato è monogiornaliero e a dosaggio fisso.

Le compagnie farmaceutiche Gilead e AbbVie stanno competendo tra loro per portare in terapia il primo regime anti-epatite C tutto orale e interferon-free.
Il trattamento terapeutico di AbbVie è costituito dalla combinazione di tre agenti antivirali ad azione diretta contro tre specifici target farmacologici: ABT-450/r (inibitore della proteasi), ABT-267 (ombitasvir, inibitore dell’NS5A), ABT-333 (dasabuvir, inibitore della polimerasi); il regime terapeutico è studiato con e senza ribavirina.
Secondo la decisione presa recentemente dall'EMA, la quale ha validato la domanda di registrazione per il farmaco presentata per i pazienti con genotipo 1 e ne ha concesso anche la valutazione accelerata, il prodotto di AbbVie sarà approvato entro il primo trimestre del 2015.

'Hub & Spoke' che si integra con il web. Fabio Cartabellotta: "In Sicilia 20 mila nuovi casi diagnosticati, che oggi potrebbero giovarsi delle nuove terapie antivirali, con equità di accesso e una scala di priorità"

Il modello Hub & Spoke, letteralmente 'mozzo e raggi', serve alla gestione condivisa dei pazienti con malattia complessa, dove gli spoke, ovvero gli ospedali periferici presenti sul territorio, indirizzano i soggetti ai centri regionali di alta specializzazione (hub). La rete, che è partita da circa un anno, ha già consentito di trattare con appropriatezza i pazienti con malattia epatica grave e oggi si arricchisce del progetto web che è stato presentato ieri, giovedì 26 giugno a Caltanissetta, nella sede del Cefpas, il Centro per la formazione permanente e l'aggiornamento del personale del servizio sanitario.

In un recente studio clinico è stata valutata l'efficacia di sofosbuvir, un medicinale indicato per il trattamento dell’epatite C che è stato già approvato dall'EMA (European Medicines Agency) all'inizio del 2014. In base ai risultati ottenuti, i pazienti con epatite C cronica trattati con una combinazione di sofosbuvir e altri farmaci (interferone peghilato e ribavirina) hanno mostrato un ridotto numero di complicazioni, quali cirrosi compensata o scompensata, carcinoma epatocellulare, trapianto di fegato e mortalità, rispetto ai pazienti sottoposti ad altre terapie. Gli esiti di questo studio sono stati presentati durante il Digestive Disease Week 2014 (Chicago, 3-6 maggio).

Durante il 1° Congresso Internazionale di Insieme Contro l’Epatite, svoltosi a Milano e organizzato dall’associazione Donne in Rete onlus e Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali (SIMIT) si sono affrontati temi quali l’aumento previsto dei costi sanitari per fronteggiare l’epatite C, i nuovi farmaci  e gli importanti risultati ottenuti recentemente dal mondo scientifico. L’evento si è rivolto a medici infettivologi, gastroenterologi, epatologi, infermieri, pazienti e associazioni.



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