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Epatite C

Aifa- Agenzia Italiana del Farmaco- ha reso note le categorie di pazienti a cui sarà inizialmente rivolta la terapia interferon-free di Abbvie contro l'epatite C. Oltre a questa informazione, Aifa ha anche comunicato i nomi dei centri clinici in cui il programma potrà essere attivato. Come spiegato in una nota, l'obiettivo è di "Aumentare l'accesso alle terapie antiepatite C e accelerarlo”.
“Facendo seguito- si legge nella nota- a quanto già pubblicato circa l'uso terapeutico della combinazione interferon free ABT-450/r-ombitasvir e dasabuvir di AbbVie, comunica che questo sarà inizialmente previsto per pazienti con infezione da Hcv sostenuta da genotipo 1 intolleranti o non eleggibili ad una terapia con interferone" che però rientrino in precise categorie identificate.

Potrebbero rendersi necessari dei “finanziamenti speciali” per permettere acquisto del farmaco

Entro un mese dovrebbero essere pubblicati sulla Gazzetta ufficiale i criteri per la somministrazione del nuovo “superfarmaco” contro l'epatite C, il Sofosbuvir. Ad assicurarlo è Luca Pani, direttore dell'Agenzia italiana del farmaco. Il problema resta ora quello legato al finanziamento dell'intera operazione. Il ministero della Salute – e il Governo nel suo complesso – dovranno decidere quali fondi stanziare o come impiegare la dotazione di cui hanno già la disponibilità. Secondo il numero uno di Aifa si potrebbe rendere necessario un “finanziamento speciale” come quello che venne messo in campo per combattere la diffusione dell'HIV. '

"In attesa di conoscere i termini precisi dell'accordo raggiunto dall'AIFA sulle nuove terapie per l'Epatite C, in particolare i criteri d'inclusione alle terapie e il prezzo di rimborso, l'accordo ci sembra un primo passo in avanti per il diritto alla salute dei cittadini e per la loro qualità di vita". Queste le dichiarazioni di Tonino Aceti, Coordinatore Nazionale del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva.
"Poter guarire da questa malattia è un fatto epocale ma non deve trasformarsi in un diritto solo per alcuni. Siamo consapevoli dell'impatto di queste terapie sulla finanza pubblica ma il diritto deve progressivamente e in tempi certi essere garantito a tutti i malati, anche agendo ulteriormente sul prezzo e percorrendo nuove forme di rimborso.

Il Comitato prezzi e rimborsi dell'Agenzia italiana del farmaco ha assunto una decisione attesa da tempo. L'organo di Aifa e la Gilead Sciences hanno infatti raggiunto l’accordo per la rimborsabilità del farmaco Sovaldi (sofosbuvir) per il trattamento dei pazienti affetti da epatite cronica C. La chiusura del processo negoziale è avvenuta nel rispetto dei tempi auspicati dal Ministro della Salute e indicati nel comunicato AIFA del 13 agosto scorso. L’accordo consentirà di trattare il più grande numero di pazienti in Europa, tenuto conto della più alta prevalenza della patologia in Italia.

Gilead Sciences, Inc. (Nasdaq: GILD) ha annunciato che il Comitato per i Medicinali per Uso Umano (CHMP, Committee for Medicinal Products for Human Use) – il comitato scientifico dell’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA -European Medicines Agency, Agenzia Europea per i Medicinali) – ha espresso parere positivo in merito alla domanda di Autorizzazione all’Immissione in Commercio (AIC) per HARVONI®, una compressa sperimentale da assumere una volta al giorno che combina 90 mg dell’inibitore di NS5A ledipasvir (LDV) e 400 mg dell’ analogo nucleotidico inibitore della polimerasi sofosbuvir (SOF) per il trattamento dell’infezione cronica da virus dell’epatite C (HCV) negli adulti.

I presidenti delle associazioni EpaC, Lega italiana per la lotta contro l'Aids , Nadir e Plus scrivono una lettera al Primo ministro Matteo Renzi

Entro il mese di settembre ci sarà un nuovo incontro tra Aifa, l'Agenzia italiana del Farmaco, e Gilead, la casa produttrice del farmaco, per la determinazione del costo delle terapie salvavita per l'Epatite C in Italia. La preoccupazione dei pazienti è alta, da tempo si trascina la contrattazione sul costo del Sovaldi (sofosbuvir), ora la richiesta, espressa con una lettera aperta, è che il presidente del Consiglio intervenga direttamente e prenda una posizione chiara, per salvare almeno 15/20.000 pazienti a rischio vita e poter curare subito altri 3/400.000 cittadini mono e co-infetti da Epatite C.

Dopo il parere favorevole del giugno scorso, ora il Comitato per i medicinali per uso umano (CHMP) dell’EMA ha approvato la commercializzazione di daclatasvir, farmaco impiegato in associazione con altri medicinali nel trattamento dell’infezione cronica da virus dell’epatite C, in tutti i 28 Stati membri della UE. Sviluppato da Bristol-Myers Squibb, il farmaco sarà messo in commercio con il marchio Daklinza e potrà essere utilizzato nei pazienti adulti con infezione di genotipo 1,2 3 e 4.



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