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Epatite C

Entro questa settimana sarà disponibile anche in Italia simeprevir, il farmaco antivirale di nuova generazione di per il trattamento dell'epatite C di genotipi 1 e 4.
Simeprevir – che verrà prodotto in Italia, presso lo stabilimento italiano Janssen di Latina - è un inibitore di proteasi di nuova generazione per il trattamento degli adulti con epatite C di genotipi 1 e 4, che rappresentano i casi più comuni in Italia: circa il 60% dei pazienti italiani, infatti, è infettata dal genotipo 1 del virus C, mentre il genotipo 4 è responsabile di circa il 20% di infezioni croniche nel mondo.

Il dg di AIFA Luca Pani rassicura i pazienti. Intanto un'associazione è pronta a denunciare in procura le Regioni inadempienti

Sono in arrivo altri tre farmaci per la cura dell'epatite C. A dichiararlo Luca Pani, numero uno dell'Agenzia italiana del farmaco. Il direttore generale dell'AIFA ha anche rassicurato in merito alle coperture finanziarie, i bilanci pubblici avrebbero la disponibilità per acquistare i farmaci più innovativi. L'Agenzia ha inoltre ideato un sistema di “delisting” che permette di eliminare dalla fascia C – e quindi dalla rimborsabilità – i farmaci più vecchi a favore di quelli più nuovi che saranno immessi in commercio con il passare dei mesi.


Nasce “HCView – Una finestra sulle politiche per l’epatite C”, frutto del lavoro di un think tank composto da Clinici e Associazioni Pazienti.  Le richieste più urgenti: implementazione effettiva del Fondo per i farmaci innovativi e varo del Piano Epatiti  per ottimizzare la gestione e la cura dei pazienti, senza distinzioni né discriminazioni

La mancanza di stime epidemiologiche (pazienti diagnosticati da trattare) realistiche e aggiornate sul burden epatite C, il problema della sostenibilità economica dei nuovi trattamenti capaci di eradicare il virus e l’attesa del vaglio e dell’attuazione del Piano Nazionale per la Lotta alle Epatiti Virali (PNLEV) che garantisca a tutti i pazienti l’accesso alle nuove cure. Queste le principali criticità legate all’emergenza epatite C, oggetto di dibattito al Convegno “HCView - Una finestra sulle politiche per l’epatite C” svoltosi ieri, 5 febbraio 2015, a Roma all’Auditorium del Ministero della Salute, promosso da Aboupharma con il patrocinio del Ministero della Salute, EpaC Onlus, SIMIT, Sige e con il contributo educazionale di Abbvie.

Arriva un nuovo farmaco per combattere l'epatite C. Le autorità dell'Unione europea hanno infatti dato il via libera a un trattamento sperimentato dalla AbbVie, ad annunciarlo è stata la stessa casa farmaceutica. Si tratta di una terapia completamente orale, priva di interferone e di breve durata per il trattamento dell'epatite C di genotipo 1, il tipo più diffuso in Usa e in Europa occidentale. Sperimentazioni cliniche di fase 3 su 2.300 pazienti hanno dimostrato la capacità del farmaco di curare il 95%-100% dei pazienti affetti da epatite cronica di genotipo 1. Il nuovo prodotto ha avuto buoni risultati anche nei soggetti affetti da HIV, casi molto numerosi per questa patologia che solo in Italia colpisce oltre un milione di cittadini.

I pazienti affetti da Epatite C (HCV) hanno da oggi un’arma in più per combattere la malattia. È stato infatti approvato anche in Italia il nuovo trattamento: Sovaldi® (Sofosbuvir) (Determina n. 1353/2014 del 12 novembre 2014 pubblicata in Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.283 il 5 dicembre 2014), sviluppato da Gilead Sciences, che rappresenta una nuova frontiera nella cura dell’epatite C, infezione che, se non trattata, può portare a cirrosi epatica, insufficienza epatica e cancro al fegato, con un impatto significativo su mortalità e morbilità individuali e collettive.

Il Piano nazionale di eradicazione dell'Epatite C sarà presto realtà. Il governo intende infatti stanziare 1,5 miliardi che andranno a finanziare un fondo per acquistare il nuovo "superfarmaco" Sofusbuvir. I denari saranno prelevati dal Fondo sanitario nazionale, un'operazione in cui verranno contabilizzati i risparmi garantiti dall'eliminazione della malattia infettiva. Il nuovo ciclo terapeutico permette infatti di eradicare il morbo in una percentuale superiore al 90 per cento dei casi. Numeri che consentiranno un calo drastico nel numero dei trapianti e di ospedalizzazioni. Qualche giorno fa l'Agenzia italiana del farmaco ha pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il provvedimento che autorizza l'utilizzo del nuovo farmaco.

Nel corso de “The Liver Meeting 2014”, la 65ma edizione della riunione annuale dell’Associazione americana per lo studio delle malattie epatiche di Boston, sono stati presentati nuovi dati provenienti da studi di fase II e III, i quali avrebbero confermato l’efficacia dell’associazione ledipasvir/sofosbuvir nel trattamento dell’infezione cronica da virus dell’epatite C (HCV) in pazienti senza opzioni terapeutiche o con opzioni terapeutiche limitate. Tra i pazienti considerati anche quelli con cirrosi scompensata, pazienti in cui l’infezione da HCV è ricomparsa in seguito a trapianto di fegato e pazienti che non hanno risposto in precedenza al trattamento con altri agenti antivirali ad azione diretta.



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