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Epatite C

Cos’è l’epatite C, come si trasmette e cosa succede quando si viene colpiti dal virus Hcv? Sono domande alle quali il 69% degli italiani over 18 – secondo una recente indagine di Doxapharma – non saprebbe rispondere in modo corretto, dichiarando una scarsa e non adeguata conoscenza dell’infezione. Per far fronte a questa carenza di informazione nasce il numero verde gratuito 800.129.030 per ascoltare, informare e consigliare su tutto ciò che riguarda l’epatite C e la sua prevenzione.

Le associazioni dei pazienti e la Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali richiamano l'attenzione dell'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) e del Ministero affinché i pazienti coinfetti possano essere considerati categoria prioritaria per il trattamento dell'epatite C

E' entrato in vigore in Italia la determinazione di prezzo e rimborso, pubblicata in Gazzetta Ufficiale di Daclatasvir, un potente inibitore pan-genotipico del complesso di replicazione NS5A , per l'uso in associazione con altri medicinali nei genotipi 1, 3 e 4 per il trattamento dell'infezione cronica da virus dell'epatite C (HCV) in pazienti adulti. 

Gilead Sciences, Inc. (Nasdaq: GILD) ha annunciato i risultati di due studi che hanno valutato la sicurezza e l’efficacia degli usi sperimentali di regimi a base di sofosbuvir in pazienti affetti da virus dell’epatite cronica C (HCV) di genotipo 2, 3, 4 e 5. I risultati dello studio BOSON, condotto con Sovaldi® (sofosbuvir 400 mg) in combinazione con ribavirina (RBV) o con interferone pegilato (PEG)/RBV, hanno dimostrato elevati tassi di guarigione in tutti i pazienti con virus di genotipo 2 e 3. I risultati di uno studio separato di Fase II dimostrano la sicurezza e l’efficacia di Harvoni® (ledipasvir 90 mg/sofosbuvir 400 mg) nei pazienti con infezione di genotipo 4 o 5. I dati di entrambi gli studi sono stati presentati al 50° Congresso annuale (International Liver Congress™ 2015) della European Association for the Study of the Liver (Associazione europea per lo studio del fegato) di Vienna.

Gilead Sciences, Inc. (Nasdaq: GILD) ha annunciato i dati pre-clinici e i risultati degli studi clinici di Fase I e II a sostegno dello sviluppo di un regime pan-genotipico sperimentale interamente orale con Sovaldi® (sofosbuvir 400 mg/SOF), GS-5816 (l’inibitore sperimentale del complesso di replicazione NS5A) e GS-9857 (un inibitore sperimentale della proteasi NS3/4A). Questi dati sono stati presentati al 50° Convegno annuale (International Liver Congress™ 2015) della European Association for the Study of the Liver (Associazione europea per lo studio del fegato), di Vienna.

Gilead Sciences, Inc. (Nasdaq: GILD) ha annunciato i risultati di diversi studi clinici di Fase II che hanno valutato gli usi sperimentali di Harvoni® (ledipasvir 90 mg/sofosbuvir 400 mg) e di altri regimi basati su Sovaldi® (sofosbuvir 400 mg) per il trattamento dell’infezione cronica da virus dell’epatite C (HCV) nei pazienti con malattia epatica in fase avanzata, ivi inclusi i pazienti con cirrosi scompensata, quelli con epatite C colestatica fibrosante (una rara e grave forma della malattia, che insorge dopo un trapianto di fegato) e quelli con ipertensione portale. Questi dati sono stati presentati al 50° Congresso annuale (International Liver Congress™ 2015) della European Association for the Study of the Liver (Associazione europea per lo studio del fegato), di Vienna.

A due mesi dall’arrivo in Italia di simeprevir, presentati i dati che confermano la superiorità di efficacia della nuova opzione terapeutica anche nei pazienti con cirrosi

Janssen, farmaceutica di Johnson & Johnson, ha annunciato al Congresso Internazionale dell’Associazione Europea per lo Studio del Fegato 2015 (EASL) di  Vienna i nuovi risultati positivi su simeprevir, ultimo farmaco arrivato in Italia contro l’epatite C. Simeprevir, farmaco innovativo, è disponibile nel nostro Paese dal 23 febbraio ed è prodotto, per l’Italia e per il mondo, nello stabilimento Janssen di Latina.

Oggi sconfiggere definitivamente il virus dell’epatite C potrebbe non essere più un sogno bensì realtà. Questo potrebbe essere possibile in poche settimane, e non solo grazie ai nuovi farmaci sbarcati sul mercato, che purtroppo hanno un costo molto elevato (oltre 30 mila euro). Ci sarebbe un’altra valida alternativa, e a bassissimo costo (50 centesimi di dollaro): si tratta di un vecchio farmaco utilizzato contro le allergie che contiene la clorciclizina, in grado di impedire al virus di colonizzare le cellule del fegato.



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