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Epatite C

La Campagna di informazione 'Una Malattia con la C' promossa da AbbVie, con il patrocinio dell’Associazione Italiana per lo Studio del Fegato (AISF), della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (SIMIT) e di EpaC Associazione Onlus, si propone di rispondere a molti interrogativi riguardanti l’epatite C, per promuoverne la sua conoscenza e favorire la prevenzione di questa malattia silenziosa, i cui sintomi possono richiedere anche 30 anni per manifestarsi  e le cui conseguenze possono essere gravi e addirittura fatali.

Aifa ha dato il via libera all’immissione in commercio del trattamento, completamente orale e privo di interferone, a base di Viekirax (ombitasvir/paritaprevir/ritonavir compresse) + Exviera (dasabuvir compresse), con o senza ribavirina (Rbv), per i pazienti con infezione cronica da virus dell’epatite C (Hcv) di genotipo 1 e 4, compresi i soggetti più difficili da curare come i pazienti con co-infezione Hcv-Hiv e coloro che si sono sottoposti a trapianto di fegato. Si tratta del primo regime per l’epatite C cronica che combina tre agenti antivirali ad azione diretta che combattono il virus dell’epatite C (Hcv) in diverse fasi del suo ciclo vitale.

Milano, 21 maggio 2015 - Gilead Sciences conferma che ha raggiunto con AIFA un accordo di rimborso di tipo Nazionale secondo una procedura di tipo accelerato per i farmaci Sovaldi® e Harvoni® come risultato dell’impegno condiviso - volto a consentire un ampio accesso al trattamento e alle cure per l’HCV - e grazie al sostegno della comunità scientifica e dei pazienti.

Il pm Guariniello indaga per lesioni e omissione di trattamenti sanitari

Le vicende legate all'approvazione e alla somministrazione dei nuovi farmaci eradicanti contro l'epatite C varcano le soglie della procura. Il pm torinese Raffaele Guariniello ha infatti aperto un procedimento in cui si indaga per lesioni e omissione di trattamenti sanitari, secondo il magistrato sabaudo il prezzo del farmaco sarebbe troppo elevato e questo renderebbe troppo gravoso l'accesso alle terapie. Se all'inizio si parlava di 77 mila euro per ciclo terapeutico oggi si è scesi più o meno a quarantamila, anche grazie a una lunga trattativa in cui è stata parte attiva il ministero della Salute. La somma è giustificata, come dice un recente studio coordinato dal Brigham and Women's Hospital di Boston. Ma resta alta. Soprattutto tenendo conto che sarebbero almeno cinquantamila in tutta Italia le persone in attesa del Sofosbuvir.

Cos’è l’epatite C, come si trasmette e cosa succede quando si viene colpiti dal virus Hcv? Sono domande alle quali il 69% degli italiani over 18 – secondo una recente indagine di Doxapharma – non saprebbe rispondere in modo corretto, dichiarando una scarsa e non adeguata conoscenza dell’infezione. Per far fronte a questa carenza di informazione nasce il numero verde gratuito 800.129.030 per ascoltare, informare e consigliare su tutto ciò che riguarda l’epatite C e la sua prevenzione.

Le associazioni dei pazienti e la Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali richiamano l'attenzione dell'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) e del Ministero affinché i pazienti coinfetti possano essere considerati categoria prioritaria per il trattamento dell'epatite C

E' entrato in vigore in Italia la determinazione di prezzo e rimborso, pubblicata in Gazzetta Ufficiale di Daclatasvir, un potente inibitore pan-genotipico del complesso di replicazione NS5A , per l'uso in associazione con altri medicinali nei genotipi 1, 3 e 4 per il trattamento dell'infezione cronica da virus dell'epatite C (HCV) in pazienti adulti. 

Gilead Sciences, Inc. (Nasdaq: GILD) ha annunciato i risultati di due studi che hanno valutato la sicurezza e l’efficacia degli usi sperimentali di regimi a base di sofosbuvir in pazienti affetti da virus dell’epatite cronica C (HCV) di genotipo 2, 3, 4 e 5. I risultati dello studio BOSON, condotto con Sovaldi® (sofosbuvir 400 mg) in combinazione con ribavirina (RBV) o con interferone pegilato (PEG)/RBV, hanno dimostrato elevati tassi di guarigione in tutti i pazienti con virus di genotipo 2 e 3. I risultati di uno studio separato di Fase II dimostrano la sicurezza e l’efficacia di Harvoni® (ledipasvir 90 mg/sofosbuvir 400 mg) nei pazienti con infezione di genotipo 4 o 5. I dati di entrambi gli studi sono stati presentati al 50° Congresso annuale (International Liver Congress™ 2015) della European Association for the Study of the Liver (Associazione europea per lo studio del fegato) di Vienna.



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