Malattie rare in Abruzzo: intervista a Silvia Di Michele
Silvia Di Michele

Con la nuova governance approvata nel 2026, la Regione rafforza la rete sulle patologie rare con un obiettivo prioritario: migliorare la transizione all'età adulta

Con la deliberazione n. 373 del 17 marzo 2026, la ASL di Pescara ha recepito la Delibera di Giunta Regionale n. 72 del 17 febbraio 2026, che approva il documento tecnico di aggiornamento della governance della rete delle malattie rare dell’Abruzzo. Il provvedimento si inserisce nel quadro del Piano Nazionale Malattie Rare 2023-2026 e mira a rafforzare l’organizzazione della rete, migliorare il coordinamento tra i centri di riferimento e rendere più efficace la presa in carico dei pazienti sul territorio.

La riorganizzazione entrerà operativamente in vigore dal 1° aprile 2026 e conferma il ruolo centrale della ASL di Pescara come sede del Centro di Coordinamento regionale, struttura strategica per il raccordo tra i nodi della rete e per il supporto ai percorsi assistenziali delle persone con malattia rara.

Il nuovo assetto prevede un Centro di Coordinamento autonomo, dotato di personale dedicato e di un’équipe multidisciplinare composta da referenti medici per l’età pediatrica e adulta, infermiere case manager, psicologo e personale amministrativo. Tra gli obiettivi principali dell’aggiornamento vi sono il rafforzamento dell’integrazione tra le strutture della rete e la garanzia della continuità assistenziale, in particolare nel delicato passaggio dall’assistenza pediatrica a quella dell’età adulta. Ne parliamo con la Dott.ssa Silvia Di Michele, pediatra e referente per il coordinamento dell’età pediatrica.

UN NUOVO ASSETTO A VANTAGGIO DEI PAZIENTI

“L’attività di coordinamento regionale delle malattie rare è stata avviata in Abruzzo nel 2018, a seguito della deliberazione di Giunta n. 808 del 22 dicembre 2017”, spiega Di Michele. “Con tale provvedimento, alla UOC Pediatria della ASL di Pescara è stato affidato l’avvio delle attività di coordinamento sia per le malattie rare che per lo screening neonatale esteso. Nel tempo, il carico di lavoro è progressivamente aumentato, richiedendo risorse sempre più dedicate. Già con la DGR n. 73 del 31 gennaio 2024, la Regione Abruzzo aveva recepito il riordino della Rete Nazionale Malattie Rare (Accordo Rep. Atti n. 121/CSR del 24 maggio 2023), in attuazione della Legge 175/2021, che definiva compiti e funzioni dei Centri regionali di coordinamento e dei Centri di riferimento. In linea con queste disposizioni, è emersa la necessità di un centro di coordinamento autonomo, dotato di personale e linee dedicate, in grado di rispondere in modo puntuale alle esigenze dei pazienti. La Regione, anche grazie al contributo delle associazioni dei pazienti, ha quindi lavorato per realizzare in Abruzzo un centro di coordinamento strutturato ed efficiente.”

SPAZI DEDICATI

“Fondamentale è stato il contributo delle associazioni dei pazienti nel sostenere l’importanza di spazi accessibili e di personale stabile. Il centro è nato inizialmente in una stanza della pediatria al terzo piano dell’ospedale di Pescara e durante la pandemia è stato trasferiro in un distretto sanitario. Era forte l’esigenza di una sede centrale, stabile e facilmente accessibile, priva di rischi infettivi ma al centro della rete regionale abruzzese delle malattie rare. Con questa deliberazione è stata assegnata una sede nella Palazzina I (ingresso 4) dell’Ospedale di Pescara, priva di rischi infettivi e senza barriere architettoniche, anzi accessibile anche in auto per i pazienti con disabilità severa.”

FUNZIONI OLTRE AL COORDINAMENTO

“Oltre al coordinamento regionale, al centro sono stati affidati compiti ben definiti. In particolare il centro di coordinamento offre consulenza e supporto, su richiesta, a pazienti e familiari. Si tratta di un servizio a libero accesso, senza impegnativa, che consente di orientare le persone verso il centro clinico più appropriato, supportarle nei percorsi e sostenerle nei loro diritti. Il centro di coordinamento fornisce inoltre supporto ai medici del SSN e ai centri di riferimento, anche per favorire i contatti con altri centri della rete nazionale e l’applicazione dei protocolli clinici interregionali. Nonostante la Regione sia in piano di rientro, è sempre stata garantita l’esenzione R99, utilizzabile per inviare i pazienti ai centri clinici o per esami genetici in caso di familiarità per malattia rara.”

IL COLLEGAMENTO CON ALTRI CENTRI

Il coordinamento supporta anche il rientro in Abruzzo dei pazienti seguiti in altre regioni, facilitando i percorsi terapeutici e la corretta erogazione di presidi e trattamenti, inclusi quelli non previsti dai LEA. Per i pazienti rari, alcuni integratori o dispositivi sono indispensabili e non possono essere considerati extra-LEA. In questi casi, il centro facilita l’accesso, anche validando piani terapeutici provenienti da centri extraregionali. È previsto inoltre un sistema di verifica dell’indispensabilità dei trattamenti, necessario per garantire la sostenibilità del sistema, ma sempre con grande attenzione alla persona. Per questo è prevista anche l’individuazione di un referente per l’età adulta, dato il crescente numero di pazienti diagnosticati o transitati nei centri per l’età adulta.”

TRANSIZIONE: IL NODO DELLE MALATTIE RARE

Al 31 dicembre 2023 erano circa 4.800 i pazienti censiti, con un aumento delle diagnosi in età adulta. Sono in fase di elaborazione i dati del 2024. La presenza di referenti distinti per età pediatrica e adulta è fondamentale per costruire percorsi di transizione strutturati. Oggi la transizione è spesso gestita in modo eterogeneo dai singoli centri. L’obiettivo è definire protocolli condivisi che garantiscano una presa in carico continua e integrata, anche nei casi in cui non esista un centro per l’adulto.”

PROFESSIONALITÀ SPECIFICHE

“Il centro si avvarrà di professionisti dedicati, in continua formazione. Tra le priorità vi è l’inserimento di un servizio psicologico dedicato, pensato per offrire un supporto qualificato alle persone con malattia rara e ai loro caregivers. È prevista la futura attivazione di un Numero Verde Malattie Rare Abruzzo,  grazie alla collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità, avviata con la dottssa Marta De Santis. Un’altra figura chiave è l’infermiere case manager, che affiancherà le famiglie nei percorsi assistenziali, soprattutto nei percorsi di screening e nei casi di prescrizioni extraregionali che necessitino di supporto. Tra i progetti futuri vi è anche l’attivazione di un CUP di secondo livello, per facilitare l’accesso alle prestazioni indispensabili.”

IL RUOLO DELLE ASSOCIAZIONI

Le associazioni dei pazienti sono sempre determinanti. Hanno rappresentato il motore di questo cambiamento, evidenziando la necessità di un punto di riferimento stabile e competente. Per questo mi sento di ringraziare tutte le associazioni coinvolte in questo percorso, come l’Associazione Progetto Noemi ODV ETS, l’Associazione Cromosoma della Felicità, il Forum Malattie Rare Abruzzo, l’Associazione Insieme per Silvia SCN2A e l’Associazione Carrozzine Determinate. La scelta di confermare Pescara come sede è legata all’expertise dimostrata nel tempo, ma anche alla presenza di importanti reparti pediatrici specialistici, fondamentali per la rete delle malattie rare, come la terapia intensiva e subintensiva pediatrica, la chirurgia pediatrica ed il centro regionale delle cure palliative pediatriche.  La Regione e l’Agenzia Sanitaria Regionale hanno condiviso e sostenuto queste istanze con grande attenzione, avviando un percorso che auspichiamo rappresenti l’inizio di una fase ancora più ricca di iniziative a beneficio delle persone con malattia rara  e delle loro famiglie.”

Per prenotarsi contattare il numero +39 331 2694571 nei seguenti orari: lunedì, mercoledì e venerdì dalle 11:00 alle 14:00;  martedì e giovedì dalle 14:00 alle 17:00.

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