Roma - Merck ha annunciato il lancio di 'Che fine ha fatto la cicogna: Destinazione Genitori', la seconda edizione della campagna di informazione e sensibilizzazione sui temi della fertilità. Dopo aver chiesto ai più piccoli come nascono i bambini, quest’anno sono genitori come Barbara e Leonida a raccontare il proprio viaggio alla ricerca di un figlio che non arriva.

Il percorso verso la genitorialità è per molti il viaggio più bello della vita. A volte però, per chi ha problemi di infertilità, il percorso diventa impervio, fatto di tappe incerte e scelte difficili. Questo viaggio richiede forza, nervi saldi, amore e fiducia. Una fiducia in se stessi quanto nel progresso scientifico, nella ricerca e nella medicina. Un viaggio la cui destinazione è solo l’inizio, perché una nascita è l’inizio per antonomasia: è vita.

'Che fine ha fatto la cicogna: Destinazione genitori' è il racconto del viaggio di mamme e papà che hanno realizzato il proprio sogno.
L’obiettivo di questa campagna è aiutare coloro che desiderano, oltre ad informazioni corrette sul percorso da intraprendere se un figlio non arriva, anche e soprattutto il conforto, i consigli, le raccomandazioni di chi ha già vissuto la stessa esperienza. Il racconto in prima persona di un percorso a ostacoli, fatto di ansie, paure, sconforto, ma anche attesa, speranza, fino alla gioia pura della nascita dei figli.

Le storie, in forma di video, saranno pubblicate sul sito internet chefinehafattolacicogna.it.
Sul sito sono inoltre disponibili informazioni su come prendersi cura della propria fertilità e il collegamento ad un motore di ricerca con l’elenco dei centri specializzati accreditati in Italia per i trattamenti di procreazione medicalmente assistita.

“Dopo il successo registrato dalla scorsa edizione - ha dichiarato Antonio Messina, a capo del business biofarmaceutico di Merck in Italia - abbiamo deciso di proseguire nella nostra iniziativa per contribuire a diffondere una corretta informazione sulla fertilità. Si tratta di un impegno che l’Azienda è lieta di assumersi e che intende mantenere anche per il futuro”.

Nella prima edizione della campagna 'Che Fine Ha Fatto La Cicogna', agli utenti del sito è stato proposto un questionario per meglio comprendere la conoscenza delle persone sui temi della fertilità e della prevenzione dell’infertilità. I questionari compilati sono stati 1400. A rispondere prevalentemente le donne: l’81% con età compresa tra i 25 e i 39 anni. Tra i dati più interessanti quelli sulle cause di infertilità: il messaggio sui danni di fumo e alcool e sulla riduzione della fertilità con l’avanzare dell’età è arrivato alla grandissima parte dei rispondenti (84%, 85% e 81%); meno diffusa la conoscenza dei rischi legati alle malattie sessualmente trasmesse (61%) e all’inquinamento (60%). Inoltre, praticamente tutti (99%) hanno dichiarato di sapere che l’infertilità può dipendere da entrambi i partner; quasi altrettanti (95%) sono convinti che a prendersi cura della propria fertilità già in età giovanile debbano essere entrambi i sessi.
Infine, sul periodo da attendere prima di rivolgersi a uno specialista, 6 intervistati su 10 ritengono che il pensiero dell’infertilità possa sorgere dopo 1 anno e più di rapporti sessuali non protetti senza concepimento; 3 su 10 attenderebbero almeno 2 anni prima di considerare l’ipotesi.

La campagna 'Che fine ha fatto la cicogna: Destinazione Genitori' ha ottenuto i seguenti patrocini: AGUI (Associazione Ginecologi Universitari Italiani), AOGOI (Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani), CECOS (Centri studio conservazione ovociti e sperma umani), SIA (Società Italiana di Andrologia), SIAMS (Società Italiana di Andrologia e Medicina della Sessualità), SIDR (Società Italiana della Riproduzione), SIE (Società Italiana di Endocrinologia), SIERR (Società Italiana di Embriologia, Riproduzione e Ricerca), SIFES (Società Italiana di Fertilità e Sterilità e Medicina della Riproduzione), SIGO (Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia) e Fondazione Cesare Serono.



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Malattie rare, GUIDA alle esenzioni

Con l'entrata in vigore dei nuovi LEA (15 settembre 2017) è stato aggiornato l’elenco delle malattie rare esentabili.

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