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OssMalattieRare Possono ricordare ogni istante della propria esistenza, sono le persone dotate di #ipermemoria autobiografica, al centro di uno studio @SantaLuciaIRCCS e che ha coinvolto @istsupsan , @UniperugiaNews @UCIrvine @SapienzaRoma . bit.ly/2O57IXY pic.twitter.com/Co1pSpZpOn
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OssMalattieRare #MalattieRare , PTC acquisisce Agilis e i suoi quattro programmi di #terapiagenica per malattie monogeniche rare che colpiscono il sistema nervoso centrale. bit.ly/2JHQzzZ pic.twitter.com/jBP2Rqstzb
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OssMalattieRare Presentato in @Aifa_ufficiale il Rapporto Nazionale sull’uso dei farmaci. La descrizione dettagliata dell’assistenza farmaceutica in Italia fotografa un aumento rispetto al 2016 del 4,3% per i consumi e dell’1,2% per la spesa. bit.ly/2LmZko0 pic.twitter.com/EwUzd5dppy
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OssMalattieRare In Italia, la spesa per i #farmaciorfani è cresciuta del 74% in 3 anni. L'accessibilità delle terapie è tra i punti di forza del sistema nazionale #malattierare , ma persistono diverse criticità. I dati del IV Rapporto #Monitorare . bit.ly/2NZJeiG @osFarmaciOrfani pic.twitter.com/Q7sF15PVf1
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OssMalattieRare In Italia, si stima siano circa 250.000 le persone con #artritereumatoide , una malattia autoimmune, cronica e progressiva. Da oggi è disponibile anche in Italia la terapia anti-IL6 di nuova generazione bit.ly/2LqAqE5 pic.twitter.com/2FnfOZEAQK
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L’insonnia cronica e i disturbi del sonno potrebbero essere una delle cause dell’Alzheimer, o quantomeno sarebbe un fattore di rischio per lo sviluppo di patologie amiloidi. Lo ha suggerito uno studio di Yo-El Ju, un neurologo della Washington University di St. Louis, pubblicato su Neurology qualche mese fa.
Monitorando le abitudini di 154 adulti sani il team medico ha concluso che la qualità del sonno può fare la differenza.

Sembra infatti che le placche amiloidi, presenti nel cervello dei pazienti anche 20 anni prima della comparsa della malattia, interferiscano con le funzioni neuronali inerenti al sonno. Per questo motivo i disturbi del sonno intorno a 40 o 50 anni potrebbero essere un campanello d’allarme. Inoltre il mancato sonno non fa che contribuire all’ulteriore sviluppo delle placche, velocizzando l’insorgenza dei sintomi.

Uno studio più recente, pubblicato sempre su Neurology, ha confermato questa teoria. In particolare lo studio analizza il ruolo dell’apnea ostruttiva del sonno (OSA), considerandola un fattore di rischio per alcune forme di demenza senile.

 

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