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L’insonnia cronica e i disturbi del sonno potrebbero essere una delle cause dell’Alzheimer, o quantomeno sarebbe un fattore di rischio per lo sviluppo di patologie amiloidi. Lo ha suggerito uno studio di Yo-El Ju, un neurologo della Washington University di St. Louis, pubblicato su Neurology qualche mese fa.
Monitorando le abitudini di 154 adulti sani il team medico ha concluso che la qualità del sonno può fare la differenza.

Sembra infatti che le placche amiloidi, presenti nel cervello dei pazienti anche 20 anni prima della comparsa della malattia, interferiscano con le funzioni neuronali inerenti al sonno. Per questo motivo i disturbi del sonno intorno a 40 o 50 anni potrebbero essere un campanello d’allarme. Inoltre il mancato sonno non fa che contribuire all’ulteriore sviluppo delle placche, velocizzando l’insorgenza dei sintomi.

Uno studio più recente, pubblicato sempre su Neurology, ha confermato questa teoria. In particolare lo studio analizza il ruolo dell’apnea ostruttiva del sonno (OSA), considerandola un fattore di rischio per alcune forme di demenza senile.

 

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