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Chieti - Dai medici dell’unità operativa di Neurologia dell’Ospedale "San Pio" di Vasto, provincia di Chieti, arriva una novità interessante per la malattia di Alzheimer. La ricerca abruzzese, pubblicata su Clinical Neurophysiology, sostiene infatti che grazie alla spettroscopia infrarossa transcranica (Nirs), sarà possibile diagnosticare con maggiore certezza la fase iniziale della malattia e, di conseguenza, iniziare precocemente la terapia più appropriata.


Si tratta di una tecnica non invasiva e di facile utilizzo che grazie alla proprietà della luce a infrarossi di attraversare il cranio, permette di determinare la quantità di ossigeno trasportata dall’emoglobina contenuta nei capillari della corteccia cerebrale e, quindi, di verificarne la normale funzionalità.
Gli specialisti in neurologia dell'Ospedale “San Pio” di Vasto hanno riscontrato una riduzione significativa della quantità di ossigeno trasportata nella corteccia cerebrale in soggetti affetti da Alzheimer in fase iniziale rispetto a soggetti sani comparabili per età e sesso. Secondo i medici di Vasto questa riduzione può essere considerata un marcatore precoce della malattia, che potrà rivelarsi utile anche per monitorare la progressione della patologia.

 

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