Scoperto un nuovo metodo per la misurazione del beta-amiloide

Un team internazionale di ricercatori ha sviluppato un nuovo metodo per la misurazione dell’ aggregato beta-amiloide , il complesso proteico ritenuto in grado di provocare gravi danni e la disfunzione delle cellule nervose nella malattia di Alzheimer. Il nuovo metodo potrebbe facilitare la diagnosi e l'individuazione, nonché lo sviluppo di farmaci diretti contro aggregati beta-amiloide.

La malattia di Alzheimer è caratterizzata dalla presenza di placche amiloidi nel tessuto cerebrale, presenza riscontrabile unicamente dopo la morte del paziente, attraverso l’autopsia. Un team internazionale di scienziati provenienti da Germania, Svezia e Stati Uniti hanno utilizzato un nuovo metodo per quantificare le varianti di aggregati solubili di beta-amiloide ( oligomeri AP) nel liquido cerebrospinale mediante la tecnica della citometria a flusso (tecnica che permette la misurazione e la caratterizzazione di cellule sospese in un mezzo fluido). Lo studio è stato pubblicato sul Journal of Alzheimer’s disease.

"Abbiamo riscontrato che i pazienti con un maggior numero di oligomeri Ap nel liquido cerebrospinale presentano una malattia più pronunciato," dice il Dott. Alexander Navarrete Santos dell'Università di Halle, sviluppatore della nuova metodologia. Con il suo team ha analizzato il liquido cerebrospinale di 30 pazienti neurologici, tra cui 14 malati di Alzheimer al fine di fornire risultati affidabili su nuovi potenziali biomarcatori.

Saranno necessari ulteriori studi per confermare questi risultati, ma probabilmente il test potrà essere utilizzato non solo per la rilevazione precoce di Alzheimer, ma anche per lo sviluppo di nuove terapie ed efficaci per la malattia.

 

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