I farmaci per il diabete potrebbero aiutare a rallentarlo

La resistenza all'insulina nel cervello contribuisce al declino cognitivo che caratterizza la malattia di Alzheimer. Secondo lo studio condotto da alcuni ricercatori della Scuola Perelman di Medicina e Chirurgia presso l'Università di Pennsylvania, pubblicato sul Journal of Clinical Investigation, la resistenza all’insulina è la chiave di volta per comprendere alcuni meccanismi legati alla malattia di Alzheimer.

L'insulina è un ormone fondamentale per molte funzioni corporee, compresa la salute delle cellule cerebrali. Il team ha identificato parecchie anormalità nell'attività delle due principali vie di segnalazione dell’ insulina e del fattore di crescita insulino simile (IGF-1) in pazienti non diabetici affetti dalla malattia di Alzheimer.
Questi percorsi potrebbero essere bersaglio di farmaci in grado di re-sensibilizzare il cervello all’insulina, rallentando o forse anche migliorando il declino cognitivo legato alla malattia. Si tratta del primo studio che dimostra direttamente che l'insulino-resistenza si verifica effettivamente nel cervello di persone affette da malattia di Alzheimer.

 


Il rischio di sviluppare la malattia di Alzheimer aumenta del 50 per cento nelle persone con diabete. Il diabete di tipo 2 è dovuto alla resistenza all'insulina e rappresenta il 90 per cento di tutti i casi di diabete, e la sua caratteristica clinica principale è l’iperglicemia. L’insulina agisce in modo diverso nel cervello, rispetto al resto del corpo e il team di ricerca ha scoperto che la resistenza all’insulina nel cervello si verifica indipendentemente dalla presenza del diabete.
I ricercatori hanno utilizzato campioni di tessuto cerebrale post-mortem da pazienti non diabetici con la malattia di Alzheimer. Dopo aver stimolato il tessuto con l'insulina i ricercatori hanno misurato la quantità di insulina attiva e questa è stata riscontrata in misura decisamente minore dei casi di Alzheimer rispetto ai campioni di pazienti non affetti dalla malattia neurodegenerativa.


Nel tessuto delle persone affette da morbo di Alzheimer e deterioramento cognitivo lieve (MCI), i ricercatori hanno scoperto che le modifiche apportate a una proteina chiamata substrato recettore dell'insulina-1 (IRS-1 e pS636/639 pS616) nelle cellule cerebrali erano legati alla gravità del deficit di memoria, indipendentemente da età, sesso, presenza di diabete, o di apolipoproteina E (APOE). I livelli di IRS-1 erano significativamente associati alla presenza di placche di beta amiloide e grovigli neurofibrillari, i marcatori più noti della malattia di Alzheimer. Questo suggerisce che la resistenza all'insulina contribuisce al declino cognitivo indipendente dalla patologia classica del morbo di Alzheimer.


I ricercatori hanno notato che ben tre farmaci insulino-sensibilizzanti sono già stati approvato dalla FDA per il trattamento del diabete. Questi farmaci, in grado attraversare la barriera emato-encefalica, potrebbero correggere l’insulino-resistenza nel morbo di Alzheimer e nel deterioramento cognitivo lieve (MCI). Dovranno quindi essere condotti degli studi clinici per determinare l’impatto di questi farmaci in pazienti non diabetici affetti da Alzheimer e MCI.


"La nostra ricerca dimostra chiaramente che la capacità del cervello di rispondere all'insulina non solo modula l'assorbimento del glucosio, ma promuove anche la salute delle cellule cerebrali – ha dichiarato Steven E. Arnold, MD, professore di Psichiatria e Neurologia e primo autore dello studio - Noi crediamo che la resistenza all'insulina del cervello possa essere un fattore importante per il declino cognitivo associato alla malattia di Alzheimer. Se siamo in grado di prevenire la resistenza all'insulina del cervello, o ri-sensibilizzare le cellule cerebrali per l'insulina con una qualsiasi delle terapie attualmente disponibili, potremmo essere in grado di rallentare, impedire, o forse anche di migliorare il declino cognitivo.”

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