La prima fase prevede l’utilizzo delle nuove tecnologie come training per i pazienti

Il progetto Sociable è un programma europeo volto a sperimentare l’utilità delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (ICT) sui pazienti affetti da Alzheimer. Prevede attività di sostegno integrato alle attività cognitive e la stimolazione dell’interazione sociale verso pazienti ad alto rischio di sviluppare l’Alzheimer. La sperimentazione coinvolge complessivamente 350 pazienti, di questi  95 vengono da Forlì.

I risultati della prima fase della sperimentazione, presentati pochi giorni fa a Forlì, hanno evidenziato risposte largamente positive. Questa fase ha coinvolto una quarantina di pazienti che sono stati sottoposti al training effettuando giochi ad hoc sia su piattaforma touch-screen, che permette a più persone di interagire contemporaneamente, sia su computer portatile (tablet) per gli esercizi individuali, anche a domicilio.

“I dati a nostra disposizione sono incoraggianti - commenta Giulio Cirillo, direttore dell'unità ospedaliera di Geriatria di Forlì - nei questionari di gradimento compilati dagli anziani al termine dell'esperienza, il 90 per cento esprime soddisfazione per questo tipo di terapia, tanto da consigliarla ad amici e conoscenti che condividono il problema. Dal punto di vista clinico, si sono osservati un miglioramento delle funzioni cognitive e un impatto positivo sul livello di socializzazione e sull'umore dei pazienti coinvolti. I giochi - prosegue - sono stati ideati e realizzati per stimolare le diverse facoltà compromesse dalla patologia ci sono quindi attività specifiche per il linguaggio, il ragionamento, la memoria, e l'attenzione”.

Il progetto europeo mira ad integrare le terapie già esistenti, per fronteggiare al meglio un malattia in costante crescita: in base ai numeri forniti dalla Geriatria dell'Ausl di Forlì, ogni anno i nuovi casi registrati sono circa 400, per un totale di 1.000-1.200 persone in cura.
A Forlì, per presentare i risultati della prima fase di 'Sociable’, sono stati invitati i rappresentanti di tutti gli attori coinvolti: quattro stati europei (Grecia, Norvegia, Spagna e Italia), affiancati da undici partner, di cui quattro tecnologici (Cedaf, SingularLogic di Atene, Lab Human di Valencia, Aiju di Alicante), tre di tipo socio-assistenziale (comuni di Trondhheim, Kifissia e Forlì), ed altri quattro sanitari (Hygeia di Atene, Previ di Valencia, Fondazione S. Lucia di Roma e U.O. di Geriatria di Forlì).

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