Il bexaterone, farmaco noto da dieci anni, ha ridotto i sintomi della malattia nei topi da laboratorio

Un antitumorale ben noto, approvato da oltre 10 anni, sembra essere in grado di ridurre velocemente i sintomi dell'Alzheimer, che interessa oggi almeno il 5 per cento degli ultrasessantenni. La scoperta è stata fatta da un gruppo di ricercatori statunitensi della Case Western Reserve University School of Medicine, guidati da Gary Landreth.

Nel 2008 lo stesso team di ricerca aveva scoperto che l'apolipoproteina E (ApoE) è in grado di regolare l’accumulo dei depositi di proteina beta amiloide a livello dei tessuti cerebrali. Nel nuovo studio i ricercatori hanno testato l'efficacia di bexarotene per aumentare l'espressione di ApoE e quindi potenziare l’attività di degradazione delle placche tipiche della patologia. Il farmaco sembra infatti in grado di stimolare i recettori dei retinoidi X (RXR), che controllano la quantità di ApoE prodotta.
La ricerca, pubblicata su Science e riportata dalla rivista italiana Pharmastar, ha dimostrato che entro sei ore dalla somministrazione del medicinale i livelli di beta amiloide si riducono del 25% e l'effetto si mantiene per un periodo di tre giorni. Inoltre, entro 72 ore dal trattamento, il farmaco ha eliminato più del 50% delle placche amiloidi nel cervello degli animali.
L'aumento dei livelli di ApoE nel cervello può quindi  rappresentare una strategia terapeutica efficace per eliminare le sostanze associate ai disturbi di memoria e cognitivi legati all'Alzheimer.

"E' una scoperta senza precedenti", sottolinea Paige Cramer, della Case Western Reserve School of Medicine. "In passato il miglior trattamento per la malattia di Alzheimer nei topi aveva richiesto diversi mesi per ridurre le placche nel cervello". "Dobbiamo essere chiari - aggiunge Landreth - questo farmaco funziona abbastanza bene nei modelli murini della malattia. Il nostro prossimo obiettivo è ora quello di verificare se agisce in modo simile negli esseri umani. Siamo proprio all'inizio del lavoro per tradurre questa scoperta di base in un trattamento".

Il Bexarotene è attualmente utilizzato nel trattamento delle manifestazioni cutanee visibili nei pazienti con linfoma cutaneo a cellule T (CTCL), un linfoma piuttosto raro. Si tratta di un agente antitumorale appartenente al gruppo dei retinoidi, sostanze derivate dalla vitamina A.

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