USA - Le donne che presentano la sindrome metabolica prima di sottoporsi alla terapia ormonale post-menopausa hanno mostrato un rischio notevolmente più alto di infarto o malattia cardiaca. Lo ha rivelato uno studio condotto dall’istituzione sanitaria statunitense Women's Health Initiative (WHI).

Uno studio sui dati degli ultimi 25 anni mostra una riduzione della mortalità del 70 per cento

Pittsburgh (USA) - Un recente studio, pubblicato sulla rivista Arthritis and Rehumatism, fornisce nuovi dati a favore dell’uso del farmaco metotrexato per il trattamento dell’artrite reumatoide.

USA - Il morbo di Crohn e la colite ulcerosa affliggono circa 2,5 milioni di persone in tutto il mondo. Una recente scoperta ha individuato 71 nuovi geni associati a queste patologie infiammatorie croniche intestinali. La ricerca, pubblicata su Nature, è stata condotta da un consorzio di ricercatori statunitensi finanziati dal National Institutes of Health.

Una nuova ricerca, pubblicata su Arthritis Care & Research, sostiene che le donne affette da lupus eritematoso sistemico (LES) presentino un rischio doppiamente maggiore di preeclampsia, una sindrome caratterizzata dalla presenza (singola o in associazione) di edema, proteinuria o ipertensione nella donna in gravidanza.

La terapia con vildagliptin è stata associata ad un controllo delle fluttuazioni glicemiche acute giornaliere e ad una conseguente riduzione dello stress ossidativo e dello stato infiammatorio

Per il paziente diabetico gestire efficacemente la patologia ha significato sino ad oggi ridurre i livelli di glicemia. Ma negli ultimi anni la ricerca ha messo a fuoco un nuovo parametro, sinora sottovalutato, che non si limita al semplice controllo della glicemia ma si concentra sulle sue fluttuazioni con un’attenzione particolare al suo andamento “a picchi e valli”.

Un nuovo studio clinico, pubblicato su Arthritis Research and Therapy suggerisce che la vitamina D possa essere considerata un agente immunomodulante per il lupus eritematoso sistemico (LES), malattia cronica autoimmune.

Un anticorpo attualmente utilizzato per il trattamento di alcune malattie della pelle sembra aver ridotto gli effetti debilitanti della malattia di Crohn.
Si tratta di Ustekinumab, farmaco testato dai ricercatori dell’Università della California in uno studio che ha coinvolto più di 500 pazienti. La ricerca, pubblicata sul New England Journal of Medicine, dimostrerebbe che il farmaco è in grado di aumentare la risposta clinica e la remissione della malattia nei pazienti affetti da morbo di Crohn in forme moderata e grave.

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