Immunoterapia per epatite B

Testato su modelli animali, il farmaco sembra in grado di riattivare il sistema immunitario contro la malattia

Milano – Sono oltre 300 milioni le persone al mondo affette dalla forma cronica dell’epatite B, fra i primi fattori di rischio per cirrosi epatica e tumore al fegato. Nei pazienti colpiti da questa infezione cronica il sistema immunitario non riesce a debellare il virus responsabile della malattia, che continua a sopravvivere e riprodursi all’interno delle cellule del fegato. Un gruppo di ricercatori di Ospedale e Università Vita-Salute San Raffaele, grazie alla stretta collaborazione con la start up americana Asher Biotherapeutics, ha sperimentato per la prima volta al mondo, in modelli preclinici, una molecola in grado di riattivare il sistema immunitario contro l’epatite B cronica.

Paziente ictus - Manuale di valutazione della comunicazione del percorso assistenziale

Al progetto ha partecipato ALICe Italia Odv insieme ad altre associazioni e ad esperti del settore

Roma – L’ictus rappresenta uno dei più importanti problemi sanitari non solo nel nostro Paese, ma in tutti i Paesi industrializzati, sia per dimensioni epidemiologiche che per impatto sociale, economico ed emotivo, perché costituisce una tra le più frequenti cause di mortalità e disabilità. L’assistenza in aree di degenza dedicate, la precoce e completa presa in carico da parte di un team multidisciplinare di operatori esperti, il rapido accesso alla diagnostica per immagini e la precocità di un immediato intervento riabilitativo migliorano la sopravvivenza e, nello stesso tempo, diminuiscono il rischio di disabilità residua.

Asma - survey nazionale

Il questionario è stato compilato da 700 pazienti e dai medici dei 40 centri specialistici coinvolti nell’iniziativa Asma Wero Week

Milano – Una survey di follow up della campagna di consulenze specialistiche Asma Zero Week 2023, condotta su pazienti e medici dei centri specialistici coinvolti dall’iniziativa nazionale, rivela la persistenza di approcci terapeutici per l’asma non raccomandati e conferma l'importanza di sensibilizzare ed educare alla prevenzione, alla diagnosi precoce e all’aderenza alla terapia prescritta dallo specialista.

Dermatite atopica, approvazione europea per lebrikizumab

Il farmaco ha dimostrato una rapida efficacia clinica e un mantenimento della risposta fino a 2 anni, sia in monoterapia che in combinazione con corticosteroidi topici

Milano – La Commissione Europea (CE) ha approvato lebrikizumab (nome commerciale Ebglyss) per il trattamento di pazienti adulti e adolescenti (di età pari o superiore a 12 anni, con un peso corporeo di almeno 40 kg) affetti da dermatite atopica da moderata a grave, che sono candidati per la terapia sistemica. A detenere i diritti di sviluppo e commercializzazione del farmaco in Europa è l’azienda Almirall.

WEEKIDNEY

Medici di medicina generale e nefrologi insieme per la diagnosi precoce

Milano - Un italiano su 10 soffre di malattia renale cronica (MRC), ma nella maggior parte dei casi non ne è consapevole. La malattia, infatti, può restare a lungo asintomatica. La diagnosi tardiva può causare il progressivo declino della funzionalità renale, rendere le terapie meno efficaci, fino a portare alla necessità di sottoporsi a dialisi o a trapianto di rene. Inoltre, la malattia renale si accompagna a un notevole aumento di comorbilità e mortalità cardiovascolare.

Ricerca

L’obiettivo è trovare una soluzione completamente automatizzata per l’individuazione rapida e accurata della patologia

Saluggia – L’azienda Diasorin annuncia lo sviluppo del primo test completamente automatizzato per la diagnosi dell’epatite Delta (HDV), rivolto al mercato statunitense sulla piattaforma Liaison XL®. Identificato come Breakthrough Device dalla Food and Drug Administration (FDA) statunitense, il test aiuterà nella diagnosi di epatite delta nei soggetti a rischio di infezione già affetti dal virus dell’epatite B (HBV). Lo sviluppo del test diagnostico sarà supportato da Gilead Sciences.

Presentazione Libro bianco sull'anemia da malattia renale cronica

Il documento è stato realizzato con il contributo della Società Italiana di Nefrologia, della Fondazione Italiana del Rene e delle associazioni di pazienti attive nell'area  

Roma – “La concomitanza di dialisi e anemia mi ha devastato fisicamente e moralmente”. “È come muoversi con un macigno sempre poggiato sulle spalle”. “Semplici movimenti quotidiani risultano faticosissimi”. “Ho dovuto rinunciare a tante cose. La mia vita sociale è molto ridotta e questo mi fa sentire fragile”. Le parole di chi convive con anemia da malattia renale cronica (MRC) restituiscono il peso di una condizione invalidante. Una sensazione di stanchezza cronica, malsana, che impatta concretamente sul vissuto quotidiano. Un fardello che impedisce semplici attività quotidiane, di cui si fa fatica anche a parlare. Perché per descriverla, dati i sintomi aspecifici, è difficile anche trovare le parole. Perché ci sono bisogni taciuti e sottostimati che pesano come macigni sulla qualità di vita, cui si aggiunge il peso del vuoto a livello di formazione e comunicazione, ma anche organizzativo e gestionale. Un gap da colmare.

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