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Accrescere la competitività e l’innovazione italiane: il Laboratorio Prometeo del Rizzoli in un progetto finanziato dal MIUR e AIFA autorizza la Cell Factory a nuove terapie con staminali

Il Laboratorio PROMETEO dell’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna, nodo della Rete Alta Tecnologia coordinata da ASTER, partecipa alla “Infrastruttura Italiana di Medicina Rigenerativa” (IRMI), vincitrice del bando per i Cluster tecnologici nazionali del Ministero dell’Università e della Ricerca all’interno del cluster ALISEI, promosso da tredici regioni Italiane, tra cui la Regione Emilia-Romagna. L’Infrastruttura ha ottenuto un finanziamento complessivo di oltre 10 milioni di euro.


“La medicina rigenerativa rappresenta il nuovo paradigma della sanità con il potenziale di guarire le malattie croniche anziché curarne i sintomi - spiega il dottor Pier Maria Fornasari, direttore del Laboratorio Prometeo e della Banca delle Cellule e del Tessuto Muscolo-scheletrico. - Obiettivo di IRMI è quello di contribuire alla crescita della competitività e della innovazione della Regione Emilia-Romagna e italiane in medicina rigenerativa. Grazie a questa attività, l’Infrastruttura assicurerà la formazione di nuove figure professionali nelle diverse articolazioni della medicina rigenerativa con l’obiettivo di avviarle professionalmente, creando al suo interno oltre 100 nuovi posti di lavoro.”

Nel progetto sono coinvolte otto Regioni Italiane: Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna, Lazio, Campania, Sicilia, Liguria e Friuli-Venezia Giulia. Oltre al Rizzoli, tra i partner pubblici spiccano nomi quali l’Ospedale Niguarda di Milano, il CNR di Napoli, le Università di Bologna, di Modena e Reggio, di Milano, di Genova, di Trieste e il Politecnico di Torino. Beneficeranno del trasferimento tecnologico avviato da IRMI dodici aziende nazionali, tra cui grandi gruppi industriali regionali, quali il gruppo Chiesi Farmaceutici, il gruppo IGEA e il gruppo Maria Pia Hospital del GVM care&research. Per aumentare la competitività delle regioni del sud, partecipa ad IRMI ISMETT, importante ospedale e centro di ricerca della Regione Sicilia.

“In parallelo all’obiettivo strategico comune della costruzione della rete – prosegue Fornasari – ogni partner ha una serie di obiettivi specifici. Per noi, il potenziamento della produzione di paste osteoinduttive termoplastiche e di prodotti ossei preparati con il robot in un’ottica orientata all’obiettivo del ‘tessuto custom made’ (su misura) e la produzione di cellule staminali mesenchimali non manipolate da tessuto adiposo di donatore.”
Per le Cell Factories (i Laboratori di manipolazione delle cellule necessarie allo sviluppo della medicina rigenerativa), IRMI prevede la creazione di una rete a livello nazionale, con l’obiettivo di armonizzarne le attività.
Parte di questa rete sarà la Cell Factory della Banca del Tessuto Muscolo-scheletrico della Regione Emilia-Romagna presso il Rizzoli, che ha di recente ottenuto la terza autorizzazione alla produzione di terapie cellulari (condrociti, staminali mesenchimali per uso ospedaliero e sperimentale) e al controllo di qualità  da parte della Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA).

“Questo significa - spiega la dott.ssa Alessandra Bassi, direttore tecnico della Cell Factory IOR - che per il Rizzoli è possibile produrre anche cellule staminali mesenchimali per uso sperimentale in diversi trials clinici di medicina rigenerativa orientati non solo alla cura delle patologie del sistema muscolo-scheletrico, ma anche di malattie degenerative sistemiche o malattie rare. Nuovi protocolli clinici possono quindi essere messi a punto con altri ospedali e aziende, contribuendo alla crescita della rete regionale di ricerca .”

La Cell Factory IOR è la prima struttura interamente pubblica italiana ad avere ricevuto l’autorizzazione AIFA, sia per i prodotti per terapia cellulare, sia per i relativi controlli di qualità.

 



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