La ricerca è parte di un progetto volto ad individuare le correlazioni tra patologie e flora batterica

Copenaghen - Il numero di persone che soffrono di diabete di tipo 2 in tutto il mondo è aumentato in maniera decisamente rapida negli ultimi decenni. Gli scienziati sospettano anche che le persone affette da questa malattia siano molte di più di quelle diagnosticate. Un nuovo studio, pubblicato su Nature, suggerisce ora che i batteri intestinali possano rivelare la presenza della patologia.


Il team del Prof. Jun Wang dell’Università di Copenaghen ha dimostrato che le persone con diabete di tipo 2 presentano un alto livello di agenti patogeni a livello intestinale. Esaminando i batteri intestinali di 345 pazienti provenienti dalla Cina (di cui 171 con diagnosi di diabete di tipo 2) il team è riuscito ad identificare dei chiari indicatori biologici della malattia, che in futuro potrebbero essere utilizzati come metodi diagnostici.
Le persone con diabete di tipo 2 hanno inoltre mostrato una flora batterica intestinale particolarmente ostile ai farmaci. Saranno però necessari ulteriori studi per capire se i batteri intestinali anomali sono già riscontrabili nelle persone considerate a rischio.

 


"Abbiamo intenzione di trapiantare batteri intestinal di persone che soffrono di diabete di tipo 2 nei topi e verificare se questi andranno poi a sviluppare il diabete", spiega il professor Oluf Borbye Pedersen dell'Università di Copenaghen, che partecipa al progetto. Il team lavorerà in collaborazione con l’Istituto di Genomica di Pechino, per un progetto sulla metagenomica che includerà indagini su una vasta gamma di gravi malattie, indagandone la correlazione con la flora batterica intestinale.

Seguici sui Social

Iscriviti alla Newsletter

Iscriviti alla Newsletter per ricevere Informazioni, News e Appuntamenti di Osservatorio Malattie Rare.

Sportello Legale OMaR

Tutti i diritti dei talassemici

Le nostre pubblicazioni

Malattie rare e sibling

30 giorni sanità

Speciale Testo Unico Malattie Rare

Guida alle esenzioni per le malattie rare

Partner Scientifici

Media Partner



Questo sito utilizza cookies per il suo funzionamento. Maggiori informazioni