ANMAR: "Serve un piano nazionale, ci appelliamo al Ministro Balduzzi"

L'allarme è lanciato dall'Associazione Nazionale Malati Reumatici (Anmar) e dal Coordinamento Nazionale Malati Cronici (CnaMC), che insieme a CittadinanzAttiva e a numerose altre associazioni di pazienti a livello regionale chiedono che venga realizzato un piano specifico per affrontare queste patologie fortemente invalidanti.

"Il nostro appello - spiega Gabriella Voltan, presidente di Anmar - è rivolto al ministro della Salute, Renato Balduzzi, e alla Conferenza Stato-Regioni, perchè siano inseriti progetti obiettivo specifici nel Piano Sanitario Nazionale 2012. In particolare, deve essere garantita l'equità di accesso alle cure e ai farmaci biologici e va istituito un registro per queste malattie. È prioritario inoltre l'obiettivo della diagnosi precoce implementando la rete assistenziale, per migliorare la qualità di vita di queste persone e razionalizzare l'impatto sulle risorse dei sistemi sanitari regionali. È indispensabile che il Governo e le Regioni adottino quanto prima le misure necessarie per affrontare la situazione di questi malati, altrimenti il sistema sanitario non sarà in grado, già nel prossimo futuro, di garantire la dovuta assistenza ai cittadini".

Sono 5 milioni gli italiani a soffrire di malattie reumatiche, circa 700 mila sono affetti da forme croniche infiammatorie.
Anmar ha raccolto numerose testimonianze di pazienti, che ribadiscono l'importanza di una diagnosi precoce: " Ho iniziato ad avvertire i primi disturbi legati alla malattia all'età di 26 anni. - racconta Giovanna - I sintomi, più accentuati dopo la prima gravidanza, sono stati trascurati dai medici. Finalmente ho ricevuto la diagnosi nel 1983, dopo la nascita del mio secondo figlio. Se la diagnosi fosse stata precoce, avrei avuto la possibilità di una terapia adeguata che mi avrebbe consentito di continuare a lavorare senza pesare sull'economia sociale ed avrei avuto una migliore qualità di vita. Sono una pensionata con un'invalidità anticipata da allora".

E ancora la testimonianza di un paziente affetto da spondilite anchilosante: "Ho avuto i primi sintomi a 23 anni, la forma acuta si è scatenata a 27 e la patologia mi è stata diagnosticata dopo accertamenti radiologici nel 1971. La malattia mi ha costretto a ritirarmi dal lavoro che svolgevo alla Fiat perchè non potevo stare in piedi per lungo tempo. Giornalmente sono costretto ad assumere antinfiammatori a causa della rigidità della colonna che si è bloccata quasi totalmente comprese le vertebre cervicali. Non vivo bene la mia patologia, mi sono incurvato e abbassato in altezza di oltre 6 cm. Se fossi stato curato meglio, la mia vita sarebbe stata diversa".

 

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