Il Prof. Massimo Triggiani Presidente degli Allergologi Italiani spiega lo strano fenomeno nel cielo russo

Due giorni fa la comparsa di una vasta nube di polvere verde sui cieli di Mosca ha scatenato il panico nella capitale russa. Si è pensato all’attacco chimico, all’esplosione di una fabbrica con seguente nube tossica, alla fine del mondo. I moscoviti le hanno pensare tutte. Tutte tranne che l'inusuale fenomeno fosse dovuto ai pollini delle betulle in fiore. La giornata era iniziata con gli abitanti della zona sudoccidentale della capitale russa che hanno tempestato di telefonate la protezione civile denunciando l'avvistamento nella notte di elicotteri che lanciavano una sostanza sospetta. La notizia si è presto diffusa su twitter e social network causando l'allarme generale con il sito della Komsomolskaya Pravda che si domandava "l'apocalisse è su di noi?". I blogger hanno fatto il resto invadendo la rete con foto della insolita nube.

Alla fine è dovuto intervenire il ministro delle emergenze per sedare il panico. "La gente si dimentica dei fenomeni naturali - ha detto - l'improvviso aumento delle temperature ha provocato una fioritura rapida e consistente degli alberi e questa ne è la conseguenza". A confermare le parole del Ministro anche Greenpeace Russia. Ma le rassicurazioni non sembrano bastare: Chernobyl, il Kursk e le altre numerose tragedie nazionali hanno portato i russi a diffidare delle versioni ufficiali. Massimo Triggiani, Professore di Allergologia primario a Salerno e dal maggio 2011 presidente della Siaic - Società Italiana Allergologia e Immunologia Clinica: “La nube verde rilevata a Mosca, se fosse confermato trattarsi di un denso agglomerato di polline di betulla, costituirebbe un evento relativamente raro ma assolutamente naturale. Le betulle sono alberi piuttosto alti (anche 30 metri), molto diffusi nel Nord Europa ed in Russia. Il loro periodo di pollinazione è relativamente precoce e va da marzo a maggio. I pollini di betulla possono essere trasportati dal vento anche a lunghissime distanze. Nelle zone dove gli alberi sono molto diffusi ed in certe condizioni in cui la pollinazione risulta particolarmente abbondante ed improvvisa come, ad esempio, avviene quando le temperature si alzano all’improvviso dopo un periodo di abbondanti piogge, è possibile che possano avvenire fenomeni come quello descritto nelle periferia di Mosca”.     
Potrebbe succedere una cosa del genere anche nel nostro paese? “ In Italia – spiega Triggiani -  per le particolari condizioni climatiche, la betulla cresce ad altitudini superiori ai 900 metri ed è diffusa soprattutto sull’arco alpino e sulla dorsale appenninica. Negli ultimi anni, tuttavia, questi alberi sono stati introdotti sempre più nelle nostre città come elemento ornamentale dell’arredo urbano. Questo ha fatto sì che i pollini di betulla siano ormai abbondanti nel periodo di pollinazione anche nelle aree urbane soprattutto del Nord Italia. Tuttavia, la quantità limitata di betulle nelle aree urbane e le condizioni climatiche, più miti e con cambiamenti meno repentini di temperature, rendono un fenomeno come quello registrato a Mosca un evento molto poco probabile, anche se non impossibile, nel nostro Paese.    
Cosa rischiano dunque i milioni di pazienti allergici, le cifre parlano di 1 su 15-20 abitanti, in questo periodo?
“I pollini di betulla – dice Triggiani - sono considerati altamente allergizzanti e sono tra i principali responsabili di allergie respiratorie nel Nord Europa. In Italia, le allergie causate dalla betulla, in particolare la rinite, la congiuntivite e l’asma, sono in progressivo aumento negli ultimi anni. Si stima che attualmente il 15 per cento della popolazione del Nord Italia sia sensibilizzata alla betulla. Il rischio di una improvvisa ed abbondante pollinazione di questi alberi è soprattutto quello di innescare delle reazioni allergiche anche molto severe con sintomi nasali (naso chiuso, starnuti, prurito lacrimazione) e difficoltà respiratoria di particolare gravità"

 

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