La malattia cronica va considerata in associazione agli anticorpi antifosfolipidi e al danno cronico

Il lupus eritematoso sistemico (SLE) è caratterizzato da frequente coinvolgimento neuropsichiatrico, che comprende un certo deterioramento cognitivo (CI). Uno studio italiano, pubblicato su PlosOne ha confermato l’associazione del deterioramento cognitivo nel lupus ad alcuni autoanticorpi presenti nel siero e ha realizzato una vasta gamma di test neurocognitivi progettati per valutare la disfunzione fronto-sottocorticale nei pazienti affetti da SLE.

A questo studio hanno partecipato 58 pazienti, i quali hanno permesso la raccolta di molti dati specifici, atti a valutare l’attività della malattia, i danni cronici e i livelli sierici degli antifosfolipidi (livelli sierici di ANA, anti-dsDNA, anti-cardiolipina, I anti-beta2-glicoproteina, anti-P ribosomiale, anti-cellule endoteliali, e anti-Nedd5 anticorpi)
Ai pazienti sono stati inoltre somministrati dei test appositamente progettati per rilevare la disfunzione fronto-sottocorticale in cinque ambiti: memoria, attenzione, ragionamento astratto, funzione esecutiva e la funzione visuospaziale. Per ogni paziente sono state fatte delle valutazioni complessive, i quali risultati sono stati riassunti in un punteggio globale di disfunzione cognitiva (GCDs).

Il 19 per cento dei pazienti ha presentato una lieve insufficienza GCDs (GCDs 2-3), il 7 per cento moderata (GCDs 4-5) e il 5 per cento grave (GCDs > 6). Il dominio visuo-spaziale è stata la più compromessa.  I livelli sierici di antifosfolipidi sono stati associati ai danni del dominio in questione.
La presenza degli antifosfolipidi, l’attività della malattia e i danni cronici nei pazienti sono stati dunque associati con la disfunzione cognitiva che accompagna il LES. L’utilizzo di questo tipo di test ad ampio spettro potrebbero dunque essere utili per una valutazione complessiva dei pazienti. Secondo gli autori questo metodo di valutazione neuropsicologica dovrebbe essere utilizzata in ogni valutazione di routine di pazienti affetti da SLE.

 

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