Tumori rari


Tumori infantili: una giornata studio per intensificare la collaborazione ospedale e territorio
Autore: Redazione,  17 Ott 2014   

L’incontro oggi, venerdì 17 ottobre, dalle 9,30 presso la sala conferenze Paul Harris dell’Ospedale del Valdarno

Al via la “Giornata sui tumori infantili, percorso lungo e difficile: facciamolo insieme” in programma per oggi, venerdì 17 ottobre, dalle 9,30 alle 12,30 presso la sala conferenze Paul Harris dell’Ospedale del Valdarno. L’iniziativa che ha, tra gli organizzatori il Dipartimento Materno-Infantile dell’AUSL 8 di Arezzo,  l’AOU Meyer  e Calcit Valdarno con il patrocinio del Comune di Montevarchi, il Liceo Varchi, gli Amici del Varchi e l’Istituto Magiotti, ha come obiettivo quello di potenziare la collaborazione fra i vari specialisti e tutte le figure sanitarie che ruotano attorno al bambino e l’adolescente, identificando insieme i problemi più urgenti.

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Linfoma di Hodgkin, risultati positivi per lo studio di fase 3 Aethera su brentuximab
Autore: Redazione,  10 Ott 2014   

Il 29 settembre 2014 Seattle Genetics, Inc. e Takeda Pharmaceutical Company Limited hanno annunciato che i pazienti con linfoma di Hodgkin (HL) che hanno assunto ADCETRIS (brentuximab vedotin) come terapia di consolidamento subito dopo un trapianto autologo di cellule staminali (ASCT) sono sopravvissuti in assenza di progressione di malattia, significativamente più a lungo rispetto ai pazienti che hanno assunto placebo. Lo studio clinico di fase 3, conosciuto col nome di AETHERA, ha messo a confronto l’uso del singolo agente brentuximab vedotin e placebo su 329 pazienti con HL a rischio recidiva.

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Tumori oculari: a Congresso SIOO il punto sulle terapie
Autore: Redazione,  25 Set 2014   

Nasce al Gemelli l’Associazione Oncologia Oculare onlus

I tumori oculari, patologie fortunatamente rare ma con alta incidenza di metastasi, sono in aumento. In particolare le più frequenti e temute neoplasie degli occhi sono il melanoma uveale e le neoplasie della congiuntiva. A causarne l’aumento contribuiscono fattori ambientali anche se ancora non definiti. Sono però disponibili terapie integrate che prevedono chirurgia, brachiterapia e farmaci biologici che permettono il controllo di queste patologie. Decisiva è la diagnosi precoce e l’individuazione di pochi centri italiani in grado di affrontare con le competenze adeguate queste gravi patologie.

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Linfoma Diffuso a Grandi Cellule B: risultati promettenti per lenalidomide in aggiunta al regime R-CHOP
Autore: Redazione,  24 Set 2014   

Uno studio recentemente pubblicato sulla rivista specializzata Journal of Clinical Oncology riporta un dato interessante circa i pazienti affetti da linfoma diffuso a grandi cellule B (DLBCL), non trattati in precedenza, con qualsiasi sottotipo di tumore: l'aggiunta di lenalidomide al regime R-CHOP (rituximab più ciclofosfamide, doxorubicina, vincristina e prednisone) ha dimostrato un'efficacia promettente.

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Linfoma Diffuso a Grandi Cellule B, studio italiano indaga sulla dose massima tollerata di Lenalidomide
Autore: Enrico Orzes,  26 Ago 2014   

La molecola di Celgene potrebbe essere usata insieme alla chemio nei pazienti che non rispondono alla prima linea di trattamento

Il Linfoma Diffuso a Grandi Cellule B costituisce la più comune forma di Linfoma Non-Hodgkin, rappresentando quasi il 30% dei nuovi casi di linfoma solo negli Stati Uniti. Nonostante sia un tumore molto aggressivo e colpisca in particolar modo la popolazione al di sopra dei 60 anni, l’impiego della chemio-immunoterapia secondo lo schema RCHOP (Rituximab, Ciclofosfamide, Doxorubicina, Vincristina, Prednisone) ha consentito di ottenere qualche miglioramento nella risposta clinica e nella sopravvivenza in pazienti affetti da questa malattia. Ciononostante, più del 40% dei pazienti non risponde alla terapia iniziale, rendendo necessaria l’adozione di un approccio terapeutico più efficace.

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Tumore tiroideo avanzato, axitinib promosso in fase II
Autore: Redazione,  29 Lug 2014   

Uno studio internazionale di fase II, pubblicato su Cancer, ha dimostrato un’attività incoraggiante e un profilo di sicurezza favorevole per axitinib nei pazienti con un tumore della tiroide avanzato.

Tra i ricercatori anche due italiane: Laura Locati e Lisa Licitra, dell’Istituto dei Tumori di Milano, e Laura Agate, dell’Università di Pisa.Axitinib.

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Linfoma Diffuso a Grandi Cellule B: una carenza di vitamina D interferisce con l'azione del rituximab
Autore: Redazione,  26 Set 2014   

I ricercatori della Universitätsklinikum des Saarlandes di Homburg (Germania) hanno pubblicato uno studio su Journal of Clinical Oncology nel quale hanno evidenziato il fatto che una carenza di vitamina D può causare una riduzione nell'attività citotossica del farmaco rituximab, impiegato nei pazienti affetti da linfoma diffuso a grandi cellule B (DLBCL).

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Meningioma: buoni i risultati per Sunitinib, ma resta da superare il problema della tossicità
Autore: Redazione,  25 Set 2014   

Secondo i risultati di uno studio multicentrico e randomizzato di fase II, pubblicati sulla rivista specializzata Neuro-Oncology, il farmaco Sunitinib (inibitore della crescita tumorale) potrebbe essere il primo trattamento efficace nei confronti del meningioma maligno o atipico ricorrente.
Nonostante i risultati positivi ottenuti, però, la tossicità di questo trattamento si è rivelata "probabilmente superiore a quella attesa", affermano i ricercatori.

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Primo Simposio Internazionale per il Rare Cancer Network, la rete mondiale degli esperti di radioterapia oncologica
Autore: Francesco Fuggetta,  23 Set 2014   

Nel consiglio anche un italiano, il Prof. Marco Krengli, ora impegnato in uno studio su un raro tumore vascolare extracranico

Il Rare Cancer Network è stato fondato più di vent’anni fa dai professori René-Olivier Mirimanoff e Mahumut Ozsahin, del Centre Hospitalier Universitaire Vaudois (CHUV) di Losanna. Ad oggi, ha avviato 74 studi retrospettivi con conseguenti 46 pubblicazioni peer-review, e riunisce i maggiori esperti al mondo di neoplasie rare e radioterapia oncologica: 130 medici di 23 diverse nazioni, fra cui cinque italiani. Fra i membri del consiglio, invece, l’unico italiano è il Prof. Marco Krengli, direttore della struttura di Radioterapia dell’Azienda Ospedaliero Universitaria “Maggiore della Carità” di Novara e docente presso l’Università del Piemonte Orientale.

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Rabdomiosarcoma, scoperta mutazione associata alle forme aggressive
Autore: Ilaria Vacca,  19 Ago 2014   

I ricercatori del Memorial Sloan Kettering di New York hanno scoperto una mutazione genetica che potrebbe spiegare perché un sottogruppo di pazienti con rabdomiosarcoma - un tumore raro che colpisce soprattutto bambini e giovani adulti - presenti una forma particolarmente aggressiva della malattia che risponde male ai trattamenti standard, come la chemioterapia.

I risultati, riportati recentemente dalla rivista Nature Genetics, potrebbero essere utili per lo sviluppo di nuovi trattamenti.

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