Tumori rari


Rabdomiosarcoma, scoperta mutazione associata alle forme aggressive
Autore: Ilaria Vacca,  19 Ago 2014   

I ricercatori del Memorial Sloan Kettering di New York hanno scoperto una mutazione genetica che potrebbe spiegare perché un sottogruppo di pazienti con rabdomiosarcoma - un tumore raro che colpisce soprattutto bambini e giovani adulti - presenti una forma particolarmente aggressiva della malattia che risponde male ai trattamenti standard, come la chemioterapia.

I risultati, riportati recentemente dalla rivista Nature Genetics, potrebbero essere utili per lo sviluppo di nuovi trattamenti.

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Tumore tiroideo avanzato, axitinib promosso in fase II
Autore: Redazione,  29 Lug 2014   

Uno studio internazionale di fase II, pubblicato su Cancer, ha dimostrato un’attività incoraggiante e un profilo di sicurezza favorevole per axitinib nei pazienti con un tumore della tiroide avanzato.

Tra i ricercatori anche due italiane: Laura Locati e Lisa Licitra, dell’Istituto dei Tumori di Milano, e Laura Agate, dell’Università di Pisa.Axitinib.

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Carcinoma pancreatico metastatico: MM-398 aggiunto alla chemio migliora la sopravvivenza
Autore: Redazione,  23 Lug 2014   

Lo studio NAPOLI-1 (NAnoliPOsomaL Irinotecan), trial randomizzato di fase III recentemente presentato a Barcellona in occasione del congresso mondiale sui tumori gastrointestinali, mostra che aggiungendo il nuovo agente MM-398 (sviluppato da Merrimack Pharmaceuticals) alla chemioterapia con 5-fluorouracile e leucovorina si ottengono significativi miglioramenti sia nella sopravvivenza globale (OS) sia nella sopravvivenza in pazienti affetti da carcinoma pancreatico metastatico.

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Carcinoma papillare della tiroide, scoperta una molecola che 'intossica' le cellule tumorali fino ad ucciderle
Autore: Redazione,  09 Lug 2014   

Un gruppo di ricercatori della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, guidati da Maria Grazia Borrello dell’Unità meccanismi molecolari del Dipartimento di oncologia sperimentale e medicina molecolare, ha identificato in laboratorio una piccola molecola in grado di distruggere le cellule tumorali nel carcinoma papillare della tiroide, il più comune dei tumori della tiroide. Lo studio, finanziato dall’AIRC, è stato pubblicato sulla rivista scientifica Oncotarget e presentato al congresso europeo dell’EACR, European Association for Cancer Research, in corso in Germania a Munich fino all’8 luglio 2014.

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Carcinoma epatocellulare: cosa provoca l’aumento del tasso d’incidenza? E come intervenire?
Autore: Redazione,  03 Lug 2014   

Durante il meeting annuale della Società Americana di Oncologia Clinica e Cancro Gastrointestinale sono state discusse le possibili cause alla base dell’aumento del tasso d’incidenza del carcinoma epatocellulare (Hcc) in Paesi come Stati Uniti, Canada ed Europa. Infatti questi sono Paesi tradizionalmente a bassa incidenza, al contrario di Cina a Giappone che però attualmente mostrano una diminuzione della mortalità correlata a Hcc.
E’ interessante notare che nei Paesi dove le percentuali di Hcc stanno aumentando, l’incidenza più alta si sposta dagli anziani verso i giovani. Tra i fattori di rischio: infezione da HCV, età avanzata, lunga durata dell’infezione da epatite C, sesso maschile, consumo di alcool, obesità, diabete di tipo 2 e coinfezione HBV o HIV.

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Neoplasie ematologiche, nuovo farmaco dimostra effetto antiproliferativo
Autore: Redazione,  02 Lug 2014   

Un nuovo farmaco sperimentale, l’inibitore del bromodominio BET OTX015 ha dimostrato di avere un’attività clinica significativa e un’eccellente tollerabilità in pazienti con varie neoplasie ematologiche in uno studio multicentrico di fase Ib, di cui sono stati presentati i risultati ad interim al recente congresso dell’American Association for Cancer Research.
Il nuovo agente è sviluppato dalla biotech svizzera OncoEthix, specializzata nello sviluppo di farmaci oncologici, e inibisce in particolare i bromodomini BET 2, 3 e 4 (BRD2/3/4).

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Carcinoma epatocellulare, insorge anche senza cirrosi
Autore: Redazione,  28 Lug 2014   

Uno studio, presentato durante la Digestive Disease Week, mostra che non sempre il carcinoma epatocellulare è preceduto da cirrosi, ma in una percentuale modesta di pazienti la sua insorgenza è associata alla steatosi epatica non alcolica.

La ricerca, condotta su un campione di 1500 soggetti, ha riscontrato che il 13% dei pazienti ha avuto diagnosi di carcinoma epatocellulare senza una sottostante cirrosi.

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Tumori neuroendocrini gastrointestinali e pancreatici: Ipsen deposita domanda per lanreotide 120 mg
Autore: Redazione,  21 Lug 2014   

In seguito a CLARINET, studio di fase III avente lo scopo di valutare l’effetto di lanreotide Autogel 120 mg sulla sopravvivenza libera da malattia in pazienti affetti da tumori neuroendocrini gastrointestinali e pancreatici non sintomatici, Ipsen ha depositato presso le autorità regolatorie europee la domanda di registrazione per una nuova indicazione di tale formulazione per l'impiego nella cura dei tumori neuroendocrini gastrointestinali e pancreatici (GEP-NET).

CLARINET è il primo trial randomizzato e controllato vs placebo in larga scala che dimostra l'attività antitumorale di un analogo della somatostatina in tumori GEP-NETs non funzionanti.

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Linfoma di Hodgkin e da linfoma anaplastico a grandi cellule sistemico, ora il farmaco adcetris è rimborsabile in classe h
Autore: Redazione,  08 Lug 2014   

Con determinazione pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 23 Giugno u.s. AIFA, l’Agenzia Italiana del Farmaco, ha accordato ad ADCETRIS (brentuximab vedotin), un innovativo anticorpo monoclonale anti CD30 coniugato con una tossina, la rimborsabilità in Classe H, che comprende i farmaci di esclusivo uso ospedaliero a carico del Servizio Sanitario Nazionale. La rimborsabilità è stata ottenuta sulla base dell’efficacia e della sicurezza dimostrate da brentuximab vedotin nei pazienti affetti da Linfoma di Hodgkin (HL) recidivante e refrattario (R/R) e da linfoma anaplastico a grandi cellule sistemico (sALCL) recidivante e refrattario (R/R).

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Tumori rari, fondamentale la corretta presa in carico
Autore: Ilaria Vacca,  02 Lug 2014   

ISS e Istituto Nazionale Tumori insieme nel progetto di sorveglianza e valutazione dell’accesso a diagnosi e trattamento

I tumori rari riguardano oggi più di 4 milioni di persone in Europa: nonostante la ‘rarità’ di ciascuno dei 186 tipi di tumore raro identificati, questi casi rappresentano complessivamente ben il 22% di tutti i casi di tumore diagnosticati. Si tratta dunque di numeri importanti, che necessitano un’attenzione particolare e di canali informativi dedicati.
Per questo motivo in Italia è stato avviato il progetto “Tumori rari in Italia: sorveglianza e valutazione dell’accesso a diagnosi e trattamento" , coordinato dalla dott.ssa Gemma Gatta della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale Tumori, in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità. Al progetto collaborano la Rete Tumori Rari e la Federazione Italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia.

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