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Chiara Bersani ha 32 anni e, nonostante sia affetta da una grave osteogenesi imperfetta, una rara malattia genetica che causa fragilità ossea e predispone a fratture ricorrenti, è un’artista che ha danzato sui palcoscenici di mezza Italia, collaborando con artisti di fama internazionale quali, ad esempio, Alessandro Sciarroni, Marco D’agostin, Jérome Bel e come compagnia Babilonia Teatri e La Tristitura.

Chiara infatti lavora a diversi progetti, in Italia e all’estero, sia come autrice sia come performer, con particolare interesse al significato politico che un corpo può assumere semplicemente con la propria immagine quando entra in contatto con la società. La testata West – Welfare Società Territorio ha raccolto la sua testimonianza.

Chiara spiega a West quando e come si è avvicinata al teatro: “E’ accaduto all’università di Parma. Mi è capitato tra le mani un volantino che annunciava l’inizio del primo anno del corso di formazione della Compagnia teatrale Lenz Rifrazioni. La passione dei primi 12 mesi nei secondi si è trasformato in folle innamoramento. Ed è qui che è arrivata la proposta di lavoro.”

La sua è una carriera rischiosa per la patologia di cui lei è affetta e ne è consapevole. Infatti, riconosce che “è una professione che richiede molta presenza fisica negli spostamenti, tournée, prove. In Italia non abbiamo una cultura dell’attore disabile inserito nel circuito teatrale di prima fila. Per di più, la mia, è un’attività che vuole, in primo luogo forza e prestanza fisica. Mentre l’osteogenesi imperfetta che mi affligge aumenta di molto il rischio di fratture. Dalle quali non sai se e quando il tuo corpo riuscirà a riprendersi. Per questo nella produzione di uno spettacolo metto sempre in conto che, in caso di un incidente, possa comunque andare avanti anche senza di me. Un rischio accettato e condiviso sia dai collaboratori che dalle compagnie.”

Inoltre, il suo rapporto con la disabilità non è sempre facile. “Da artista sento che il nodo dei problemi sta tutto nel rapporto donna-disabilità. Un confronto che non mi lascia mai e con cui scendo a patti ogni giorno. Con l’obiettivo che la Chiara artista riesca a fare capire agli spettatori che ha molte cose da dire oltre alla disabilità. E che per questo la donna che è in lei non abdica al suo ruolo di disabile e non si arrende.”

Chiara ha anche recitato nuda, a scopi politici. “Il nudo integrale è giunto quando avevo 21 anni. Ci sono arrivata in punta di piedi provando a porte chiuse con persone amiche. Ho sentito molta naturalezza nel farlo. Quando hai di fronte il pubblico, invece, devi riuscire a trasmettere la convinzione che non è solo un freak. Perché oltre che poetico e naturale ha un suo senso preciso: è politico.”

Per saperne di più sulle sue perfomance e sui suoi progetti clicca qui.



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