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Lorenzin risponde alla Sen. Taverna: ‘Il decreto andava fatto’.  Le associazioni di pazienti: ‘Situazione paradossale e attentato alla salute dei neonati’

Il Decreto ministeriale "Disposizioni in materia di diagnosi precoce e assistenza dei nati affetti da malattie metaboliche ereditarie" per regolamentare lo screening neonatale in Italia deve essere fatto in ogni caso. Lo ha precisato il Ministro della Salute in risposta alle dichiarazioni della Senatrice pentastellata Paola Taverna. Ad imporlo è la legge 147 del 2013: per questo il Ministro il 30 aprile del 2015, dopo avere sentito l'Istituto superiore di sanità e acquisito il parere del Garante per la protezione dei dati personali, ha trasmesso alla Conferenza Stato-regioni, per il previsto parere, lo schema di decreto, il cui iter è ad oggi in corso di definizione. L’iniziativa del Ministro della salute costituisce pertanto precisa attuazione di una disposizione legislativa precettiva ad oggi in vigore.
Un atto legislativo dovuto quindi quello del Ministro, che però sta mettendo in discussione la possibilità dei neonati italiani di ricevere una tempestiva diagnosi per patologie gravissime e invalidanti, senza distinzioni su base regionale. Lo screening neonatale allargato deve diventare legge per fare in modo che in tutte le regioni italiane tutti i neonate abbiano gli stessi diritti.


Secondo le associazioni di pazienti si tratta di ‘una situazione paradossale dove l'Istituzione che dovrebbe tutelare la salute dei cittadini non tiene conto del percorso importante già fatto ma decide con prepotenza di fare un passo indietro con Decreto ministeriale molto discutibile.’ La Federazione Italiana Malattie Rare Uniamo e AISMME, Associazione Italiana Sostegno Malattie Metaboliche Ereditarie Onlus, partecipi fin dall'inizio al percorso dello Screening Neonatale allargato sono infatti assolutamente contrarie a un Decreto ministeriale che non apporta nessun beneficio nel quadro attuale, anzi, è un azione tardiva che avrebbe come risultato una sovrapposizione legislativa a scapito della salute dei cittadini e della loro tranquillità.

Preoccupato e allarmato si dichiara il presidente di UNIAMO FIMR onlus Nicola Spinelli Casacchia sul questo Decreto: "Difficile comprendere il senso di questa accelerazione da parte del Governo, in un quadro di perenni ritardi su atti ripetutamente annunciati e latitanti. - prosegue il Presidente di UNIAMO -  L'approvazione definitiva della proposta di legge sugli screening neonatali metabolici abrogherebbe questo decreto amministrativo. Nel frattempo tante famiglie e piccoli sarebbero preda di una gran confusione e senza quelle garanzie di sicurezza e tutela della salute che la Costituzione ci dà".

 “L'articolo 1, comma 229, della legge 27 dicembre 2013, n. 147 – precisa il Ministro Lorenzin - prevede che il Ministro della salute adotti un decreto ministeriale, sentiti l'Istituto superiore di sanità e la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, per l'avvio, anche in via sperimentale, dello screening neonatale per la diagnosi precoce di patologie metaboliche ereditarie, per la cui terapia, farmacologica o dietetica, esistano evidenze scientifiche di efficacia terapeutica o per le quali vi siano evidenze scientifiche che una diagnosi precoce neonatale comporti un vantaggio in termini di accesso a terapie in avanzato stato di sperimentazione, anche di tipo dietetico. Per l’anno 2014 il Parlamento ha stanziato 5 milioni di euro, che sono divenuti 10 milioni di euro a decorrere dall’anno 2015, grazie alle ulteriori risorse stanziate dall’articolo 1, comma 167, della legge 23 dicembre 2014, n. 190. Quanto alla proposta di legge in materia di screening neonatale, di cui la Sen. Taverna è prima firmataria, la stessa risulta approvata soltanto in prima lettura, in sede deliberante, dalla 12ª Commissione del Senato della Repubblica e attualmente assegnata alla 12ª Commissione della Camera dei deputati (AC 3504), ove non è stato ancora iniziato l’esame. Si tratta di un’iniziativa parlamentare sulla quale il Governo ha espresso parere favorevole durante l’esame presso il Senato della Repubblica, ma di cui ad oggi non è possibile prevedere con certezza i tempi di approvazione definitiva”.

Stiamo assistendo ad un vero e proprio attentato alla salute di milioni di neonati – commenta Cristina Vallotto, Presidente di Aismme - La Conferenza Stato-Regioni sta per varare un decreto ministeriale per la regolamentazione dello screening neonatale esteso che appesantisce il percorso screening e lo rende oltremodo inapplicabile. “

 “La storia italiana è piena di ‘atti dovuti’ che non sono arrivati mai, si pensi all’aggiornamento della lista delle malattie rare esenti – commenta Ilaria Ciancaleoni Bartoli, direttore dell’Osservatorio Malattie Rare Sarebbe stato meglio che il Ministero mettesse tanto zelo nel sostenere anche alla Camera l’Iter del nuovo DDL piuttosto che impegnarsi in un atto già superato nei contenuti. Voglio però essere positiva fin in fondo e pensare che il Ministro Lorenzin tenga così tanto agli screening che, dopo questo decreto, farà ogni cosa in suo potere affinché il DDL Taverna arrivi ad approvazione, applicazione e finanziamento nel più breve tempo possibile”.

Lo screening neonatale metabolico allargato identifica 1 neonato affetto da patologie rare ogni 2.000. Dalle statistiche riferite al 2013, in Italia ogni anno, nascono circa 250 bambini affetti da queste malattie. Secondo i dati del 2013 lo screening neonatale allargato è attivo su meno del 30% della popolazione (c.a 150.000 neonati) arrivando a  identificare precocemente solo 75 neonati. Statisticamente sono quindi 175 i neonati che rimangono  senza questa indagine alla nascita, fatto che li espone a ritardi nella diagnosi e alla salvezza rappresentata dall'adottare subito terapie dietetiche e farmacologiche che possono cambiare radicalmente il decorso della malattia. Le malattie genetiche metaboliche sono malattie gravi, altamente invalidanti o mortali quando non si interviene in tempo. Identificarle alla nascita significa preservare il bambino da danni cerebrali, quindi da una disabilità, e in certi casi dalla morte.



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