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Politiche socio-sanitarie

Sui tempi dell'aggiornamento vige l'incertezza. Serviranno un'intesa in Conferenza Stato-Regioni e l'ok del ministero dell'Economia

La Conferenza delle Regioni ha approvato l'informativa sulla proposta di decreto del presidente del Consiglio dei ministri con il quale si dovrebbe procedere all'aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza. Come vi avevamo preannunciato, governatori e assessori regionali alla Sanità hanno specificato che si rende necessario definire con maggiore precisione quelle che saranno le somme destinate al potenziamento del Servizio sanitario nazionale. Ad ogni modo, quello di oggi è solo uno dei passaggi previsti dalla legge. Solo l'intesa assunta dalla Conferenza Stato-Regioni metterà il Dpcm in dirittura d'arrivo. Sino a quel momento continuerà a vigere l'incertezza. La procedura potrebbe poi essere rallentata dalla costituzione di una “cabina di regia”, così come preannunciato dal sottosegretario alla Salute, Vito De Filippo. Insomma, i malati rari e le loro famiglie dovranno ancora armarsi di pazienza per sopportare le tante differenze e lacune che oggi caratterizzano i servizi erogati a favore di questa categoria di pazienti. Qui avevamo fatto il punto sulla procedura.

I territori chiedono allo Stato una verifica del budget entro il 30 novembre. Incertezza su reale entrate in vigore

La Conferenza delle Regioni si prepara a dare un via libera “condizionato” al decreto del presidente del Consiglio con cui si procederà all'aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza. Provvedimento atteso da anni attraverso il quale si interverrà anche sulle malattie rare e sul ritocco del nomenclatore tariffario per l'acquisto di protesi a ausili per disabili. Il semaforo verde delle Regioni – atteso per la giornata di oggi – è legato però al budget: i governatori ritengono che gli 800 milioni di euro stanziati dalle leggi dello Stato per il miglioramento delle prestazioni erogate dal Servizio sanitario nazionale possano non essere sufficienti.
Questa l'ultima versione del testo trasmesso dal Ministro Lorenzin alle Regioni.

Il sottosegretario alla Salute ha risposto a un'interpellanza di Paola Binetti (Ap). La deputata: “Passare dalle parole ai fatti”

“Il ministero della Salute, l'Agenzia italiana del farmaco e l'Istituto superiore di Sanità stanno lavorando da tempo all'istituzione di una procedura veloce per le valutazioni delle sperimentazioni dei farmaci e dei dispositivi medici per assicurare tempi più certi e anche misurabili ai pazienti. Inoltre l'Aifa ha avviato un progetto pilota per la riorganizzazione strutturale e funzionale alla prossima applicazione del regolamento relativo proprio alla sperimentazione clinica dei medicinali”, così Vito De Filippo, sottosegretario alla Salute, ha risposto all'interpellanza urgente presentata da Paola Binetti, deputata di Area popolare.

Le strutture sanitarie inglesi, spesso all'avanguardia, potrebbero non essere più parte delle reti di riferimento europee. Prof. Scarpa: fortissimo impatto anche sulla quantità e sulla qualità ricerca scientifica

La Brexit rischia di avere pesanti ripercussioni anche sui sistemi sanitari dei ventisette Paesi che rimarranno nell'Unione europea dopo l'addio della Gran Bretagna. A farne le spese potrebbero essere anche i malati rari e le loro speranze. Le Reti di riferimento europee (ERN) sarebbero infatti costrette a rinunciare al contributo delle strutture presenti nel Regno Unito; ospedali e centri di eccellenza che negli ultimi mesi avevano già deciso di partecipare fattivamente ai protocolli studiati dalla Commissione europea. Una volontà mortificata dal responso delle urne. Involuzione di non secondaria importanza. Oggi, grazie alla direttiva sulla sanità transfrontaliera, un malato raro ha il diritto di farsi curare da un centro di eccellenza situato in qualsiasi parte dell'Ue. Una declinazione innovativa del diritto alla salute che ha rappresentato una piccola-grande rivoluzione per tantissimi pazienti. Una vicenda che nelle prossime ore sarà al centro di un vertice internazionale ospitato a Lisbona.

L'attività di queste persone è fondamentale anche per i malati rari. Aumentate le tutele e i diritti sul lavoro

Riconoscere e valorizzare il ruolo di chi presta la propria assistenza ai disabili e alle persone non autosufficienti. Questo lo scopo del disegno di legge presentato da Ignazio Angioni, senatore del Partito democratico. La normativa, qualora dovesse essere approvata, impatterebbe molto positivamente anche sui malati rari più gravi e sulle loro famiglie. L'articolato presentato dal parlamentare sardo prevede infatti la facoltà di richiedere permessi per il caregiver che dovesse essere costretto ad assentarsi dal lavoro per stare più vicino all'assistito.

Il sottosegretario alla Salute ha confermato, l'ADPKD entrerà nei nuovi LEA, per i quali siamo tutti in attesa

Il rene policistico entrerà nei nuovi Livelli essenziali di assistenza. Lo ha confermato il sottosegretario alla Salute, Vito De Filippo, rispondendo a un'interrogazione presentata dalla senatrice di Alleanza popolare, Laura Bianconi. L'esponente della maggioranza, da sempre vicinissima alle esigenze dei malati rari, aveva interrogato il governo per sapere se si intendesse migliorare la presa in carico dei pazienti su tutto il territorio nazionale. La patologia, nota anche come malattia policistica renale autosomica dominante (autosomal dominant polycystic Kidney disease, ADPKD), è invalidante e progressiva e, almeno al momento, non sono disponibili in Italia prodotti farmaceutici per il suo trattamento. Il fattore tempo resta comunque circondato dall'incertezza più totale. Sui nuovi Lea è in corso un vero e proprio braccio di ferro tra ministero della Salute e ministero dell'Economia. Una diatriba che mortifica le aspettative di malati e specialisti.

Per l’entrata in vigore è necessario un Decreto del Governo, Ministero della Salute e MEF non sono concordi

Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha trasmesso alle regioni il nuovo testo di Decreto Ministeriale che potrebbe finalmente fare entrare in vigore i LEA, Livelli Essenziali di Assistenza.
Il testo inviato da Lorenzin alle Regioni, anticipato da Sanità24, si articola si articola nei 3 rami classici “prevenzione collettiva”, “assistenza distrettuale” e “assistenza ospedaliera” e contiene - rispetto al decreto che abroga - una serie di novità. In gran parte già previste nella prima bozza di inizio febbraio 2015.



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