| Leucemia linfoblastica acuta, ricerca internazionale guidata dal Meyer fa il punto sulla malattia |
| Autore: Ilaria Ciancaleoni Bartoli, 11 Ott 2010 |
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Dieci anni di lavoro, i 14 maggiori Centri Oncoematologici Pediatrici al mondo coinvolti per raccogliere oltre 600 bambini affetti da una variante rara di leucemia. Si chiama leucemia linfoblastica acuta Philadelphia Positiva. In Italia si registrano solo 10 casi all’anno, troppo pochi da confrontare per imparare a conoscerla davvero. Così i maggiori Centri internazionali hanno deciso di collaborare per anni in un progetto coordinato dal Dottor Maurizio Aricò, Direttore del Dipartimento di Oncoematologia dell’Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze anche a nome della Associazione Italiana di Ematologia Oncologia Pediatrica (AIEOP). Questo ha permesso di raccogliere dati su un numero davvero inusuale di questi casi rari, così da permettere analisi statistiche sofisticate (eseguite in collaborazione con la Professoressa Maria Grazia Valsecchi dell'Università di Milano Bicocca all'Ospedale San Gerardo di Monza) e valutazioni cliniche raffinate della efficacia delle diverse cure.
La leucemia linfoblasitca acuta (LAL) viene diagnosticata ogni anno in circa 3.000 bambini negli Stati Uniti e in 5.000 bambini in Europa. Il picco di incidenza si raggiunge tra i 2 e i 5 anni di vita e rappresenta circa il 75% di tutte le leucemie infantili. Grazie a una maggiore conoscenza della malattia e all’utilizzo di nuovi farmaci il tasso di sopravvivenza dei bambini di età inferiore ai 15 anni è stato significativo, passando da meno del 10% nei primi anni '60 a circa il 75% alla fine degli anni '90. |
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