| Sclerosi Multipla, secondo studio canadese troppe complicazioni nel trattamento con angioplasica |
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| Autore: Ilaria Ciancaleoni Bartoli, 05 Set 2011 |
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Buona parte dei problemi sono legati all’uso dello stent, che Zamboni ha sempre sconsigliato Non sono pochi, anche se è difficile quantificarli, i malati di sclerosi multipla che non trovando l’opportunità di sottoporsi nei propri paesi a protocolli di sperimentazione dell’angioplasica, l’intervento che viene comunemente chiamato ‘metodo Zamboni’, decidono - anche contro il parere del proprio medico - di andare a sottoporsi all’estero a questa procedura invasiva. Si tratta di una questione ben nota, ad esempio in Canada, e che sta creando delle preoccupazioni. Non molto tempo fa un uomo canadese ha dichiarato, ad esempio, che la propria moglie, dopo essersi sottoposta all’estero a questo procedimento, era deceduta per delle complicazioni. Come è evidente la maggior parte dei problemi gravi che hanno interessato questi pazienti è legata proprio all’utilizzo dello stent. Al fine di comprendere meglio il dibattito il corso va assolutamente detto che il medico italiano Paolo Zamboni, che per primo ha suggerito di utilizzare questo procedimento nelle persone affette da S.M, ha sempre messo in guardia e assolutamente sconsigliato dall’uso dello stent, una indicazione dunque che, alla luce di questo studio, si rivela particolarmente importante. |
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