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Fibrosi Polmonare Idiopatica (IPF)

La Sezione Fibrosi Polmonare Idiopatica (IPF) è realizzata con il contributo incondizionato di Roche e di Boehringer Ingelheim.

 RocheBoehringer Ingelheim

La fibrosi polmonare idiopatica è considerata una malattia rara anche se questa non è attualmente inserita nell’elenco di quelle esenti da ticket. Colpisce in genere intorno ai 65 anni: i polmoni si riempiono di tessuto fibroso, la malattia toglie letteralmente il fiato, fino all'insufficienza respiratoria. Fino a poco tempo fa l'unica soluzione era il trapianto di polmoni. Dal 29 giugno 2013 il pirfenidone, primo farmaco che rallenta la progressione della malattia, è regolarmente in commercio. Tale farmaco viene erogato dalle farmacie ospedaliere su prescrizione del medico specialista. Da aprile 2016 in Italia è disponibile un secondo farmaco, nintedanib, in grado di rallentare la progressione di malattia.

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Quali sono le problematiche attuali, i progressi fatti e gli obiettivi da raggiungere nell’ambito della cura e della presa in carico dei pazienti con fibrosi polmonare idiopatica?

A Modena in occasione della IPF Week 2015 la Sauro's Band si è esibita per le strade della città in un concerto itinerante.

Al convegno organizzato in occasione della IPF Week 2015 dall’Associazione "Un Respiro di Speranza", nata a febbraio 2015, con sede a Roma, si parla delle varie problematiche relative alla distribuzione dei farmaci sul territorio laziale, all’organizzazione delle strutture sanitarie disponibili e alla compatibilità degli apparati di ricarica delle macchine di ossigeno.

La fibrosi polmonare idiopatica e le altre malattie respiratorie devono essere seguite da figure competenti e specializzate, quali i pneumologi. Purtroppo però in un futuro piuttosto imminente si potrebbe verificare una carenza di specialisti in pneumologia

Importanti novità per sconfiggere la fibrosi polmonare idiopatica (IPF). Sono stati Identificati, infatti, nuovi biomarcatori che si possono modificare nel corso della terapia dei pazienti affetti da questa patologia. E i malati di IPF possono finalmente trarre beneficio da nuove terapie, in particolare nintedanib e pirfenidone, che, per la prima volta dopo molti anni, hanno dimostrato di rallentare la progressione della malattia e sono disponibili anche in Italia.

LONDRA (REGNO UNITO) – Lo sviluppo di nuovi farmaci è caratterizzato da altissimi “tassi di attrito”: il rapporto tra farmaci in sviluppo e quelli che arrivano effettivamente in produzione. Per ogni nuovo farmaco che raggiunge il mercato, infatti, sono circa 10.000 i composti che non riescono a dimostrare l’efficacia clinica. I fallimenti avvengono principalmente durante la fase di passaggio dallo sviluppo preclinico a quello clinico, e nella fase II; la più comune causa di attrito è l’efficacia a scapito della sicurezza. Il campo respiratorio non è da meno, con uno dei numeri più bassi, fra tutti i settori medici, di nuovi medicinali autorizzati negli ultimi 40 anni.

9 pneumologi su 10 ritengono che il ritardo diagnostico impatti negativamente sui malati. Pubblicata la ricerca condotta da Boheringer Ingelheim

L’88% degli pneumologi ritiene che il ritardo nella diagnosi della fibrosi polmonare idiopatica impatti negativamente sui pazienti. Lo rivela una ricerca condotta da Boheringer Ingelheim che ha coinvolto 400 medici pneumologi provenienti da 10 diversi Paesi.



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