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E’ stata presentata a fine dicembre la nuova Terapia Intensiva Neonatale della Fondazione Monza e Brianza per il Bambino e la sua Mamma, che diverrà completamente operativa dalle prossime settimane e che già oggi vede ospitati alcuni nell’area post-intensiva. Alla presentazione hanno partecipato il Presidente della fondazione MBBM, Giuseppe De Leo, il Direttore della U.O. di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale, Paolo Tagliabue e il Presidente del Comitato Maria Letizia Verga, Giovanni Verga. 

Il nuovo reparto di Terapia Intensiva Neonatale è il primo esempio in Italia di single family room, camere uni-familiari, che riproducono un ambiente il più possibile simile a quello domestico, ma dotate di tutte le attrezzature tecnologiche necessarie all’assistenza con le postazioni tecniche di monitoraggio e somministrazione delle cure per i piccoli pazienti e uno spazio riservato alla mamma o al papà con letto e armadio.
 
Le 14 camere sono state progettate da un team di architetti in collaborazione e in ascolto sia del personale medico-sanitario della Fondazione MBBM, sia dei genitori stessi, per creare da subito uno stretto rapporto fra genitori e neonati, parte integrante e fondamentale della cura.
 
Inoltre per migliorare e alleviare la permanenza dei genitori e di altri familiari in reparto, sono state realizzate aree relax e sono stati attivati progetti di formazione e intrattenimento. Favorire i contatti e le relazioni tra i genitori presenti, rappresenta un altro punto fondamentale di questo sistema: è provato che la vicinanza tra persone che affrontano la stessa realtà e i medesimi problemi genera solidarietà e supporto reciproco in maniera spontanea.  
 
La trasmissione degli allarmi avverrà attraverso l’utilizzo di smartphone dedicati, di cui ogni infermiere è dotato; allo smartphone vengono inviati i segnali di monitor, respiratori e di qualsiasi altra strumentazione: in caso di mancata risposta dell’infermiere curante, in pochi secondi il segnale silenzioso (vibrazione) passa in automatico a un secondo infermiere e successivamente in caso di nessuna risposta un  allarme sonoro viene inviato a tutto il personale medico. Questo flusso di informazioni dedicato riduce enormemente la cosiddetta “fatica da allarme”, riducendo il rumore acustico e favorendo la creazione di un ambiente più fruibile per pazienti e infermieri
 
“L’apertura di questo reparto – ha dichiarato Paolo Tagliabue, direttore di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale – ci posiziona come una delle strutture più all’avanguardia a livello europeo. Un esempio unico per permettere ai genitori e al bambino stesso, non solo di affrontare con più serenità un momento difficile come la nascita prematura, ma anche di ridurre le infezioni e la permanenza in Ospedale, accorciando  i tempi di ricovero”.
 
“Grazie all’impegno nostro, dei privati e alla collaborazione dell’Ospedale San Gerardo – ha dichiarato Giuseppe De Leo, Presidente della Fondazione MBBM – aggiungiamo un altro tassello fondamentale che rende la gestione del reparto di Terapia Intensiva della Fondazione un esempio unico in Italia. Insieme alle attività di Ricerca e Cura – ha infine concluso – svolte dal Comitato Maria Letizia Verga,  dal Centro Tettamanti e dal reparto di Neonatologia, la Fondazione MBBM e l’ospedale San Gerardo sono un esempio straordinario ed evidente  di come una effettiva collaborazione pubblico- privato porti eccellenza e qualità nelle cure mediche”.



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