Italian English French Spanish

Altre malattie croniche

Roma – Quella con edoxaban è una terapia anticoagulante efficace e più sicura rispetto al warfarin anche nei pazienti che presentano un’embolia polmonare con disfunzione ventricolare destra, dunque con una prognosi più sfavorevole, e in soggetti fragili che hanno assunto il dosaggio ridotto a 30 mg/die o prolungato il trattamento fino a 12 mesi. E’ quanto emerge dai risultati di una recente sperimentazione, presentati nel simposio satellite organizzato da Daiichi Sankyo durante il Congresso Italiano di Cardiologia (SIC), da poco conclusosi a Roma.

Psoriasi, artrite e malattie infiammatorie intestinali sono sempre più diffuse nei bambini. Si tratta di patologie diverse, ma con un denominatore comune: uno stato infiammatorio cronico a indicare che qualcosa nel sistema immunitario non funziona a dovere. Oggi gli esperti le raggruppano sotto il nome di Malattie Infiammatorie Immuno-Mediate (IMID) e nella stragrande maggioranza dei casi la causa resta ancora sconosciuta.

Milano – La Commissione Europea (CE) ha approvato l’uso di ustekinumab, farmaco sviluppato da Janssen, farmaceutica del gruppo Johnson & Johnson per il trattamento di pazienti adulti affetti da Malattia di Crohn attiva, da moderata a grave, per i quali o la terapia convenzionale o un antagonista del TNFα (fattore di necrosi tumorale alfa), non siano più efficaci o non siano tollerati o controindicati. Ustekinumab è la prima terapia biologica per la Malattia di Crohn che ha come bersaglio le citochine dell’interleuchina (IL)-12 e IL-23, che hanno un riconosciuto ruolo chiave nelle risposte infiammatorie e immunitarie. I risultati dei tre studi di fase 3 che hanno portato all’approvazione sono stati pubblicati sul The New England Journal of Medicine.

Basilea – Novartis ha annunciato i risultati positivi di estrema importanza dello studio globale di fase III STRIVE, condotto per valutare l’efficacia e la sicurezza dell’anticorpo monoclonale interamente umanizzato AMG 334 (erenumab) nella prevenzione dell’emicrania episodica. La somministrazione di erenumab una volta al mese per via sottocutanea è stata valutata alle dosi di 70 mg e 140 mg, entrambe le quali hanno soddisfatto l’endpoint primario dello studio, dimostrando una riduzione statisticamente significativa, dopo 6 mesi rispetto al basale, del numero medio di giorni mensili con emicrania a rispetto al placebo. Erenumab è stato specificamente progettato per prevenire l’emicrania, mediante il blocco del recettore del peptide correlato al gene calcitonina (CGRP, Calcitonin-Gene-Related-Peptide), che si ritiene svolga un ruolo critico nel mediare il dolore invalidante dell’emicrania.

ROMA - Si è svolto nei giorni scorsi presso la sede dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), il convegno istituzionale “Lo zaino magico: trent’anni di missioni possibili”, per promuovere la conoscenza e la sensibilizzazione sul delicato tema di chi è affetto da insufficienza intestinale cronica benigna: una patologia cronica e rara che costringe ad alimentarsi artificialmente tramite la nutrizione parenterale per tutta la vita. L’incontro, realizzato dall’ANSA in collaborazione con l’ISS e il Centro Nazionale Malattie Rare (CNMR), è stato l’occasione per avviare un confronto tra istituzioni, medici e pazienti sulla patologia, sui trattamenti, sugli importanti aspetti della sicurezza e qualità nell’erogazione e produzione delle terapie e, soprattutto, sulle necessità ancora non soddisfatte.

Milioni di persone non sanno di soffrire di questa malattia. Prevenirla e diagnosticarla precocemente è il miglior modo per combatterla. Fino al 13 novembre screening gratuiti in varie città d’Italia

Il tema di quest’anno è “Occhi sul diabete” ma l’obiettivo è quello di sempre: sensibilizzare e informare l’opinione pubblica sull’importanza della prevenzione e, appunto, far aprire gli occhi su quello che oggi rappresenta un vero e proprio problema sociale. Basti pensare che oggi in Italia si calcolano più di 3,5 milioni di persone con diabete diagnosticato (6,2% della popolazione) di cui oltre il 90% di tipo 2, 1 milione di persone con diabete tipo 2 non diagnosticato (1,6% della popolazione) e 3,6 milioni di persone (6,2% della popolazione) con una alterazione dei valori della glicemia tali da configurare un alto rischio di sviluppare il diabete di tipo 2. In pratica oggi oltre il 10% della popolazione italiana ha difficoltà a mantenere sotto controllo la glicemia. E nel 2030 si prevede che le persone diagnosticate con diabete saranno 5 milioni.

CDGEMM, acronimo di Celiac Disease Genomic Environmental Microbiome and Metabolomic Study, è il nome di un nuovo progetto di ricerca a lungo termine sulla celiachia, lanciato negli Stati Uniti dal Center for Celiac Research del MassGeneral Hospital for Children di Boston e dal Celiac Program dell'Harvard University Medical School. A questo ambizioso studio internazionale, in cui i bambini soggetti a rischio genetico di malattia celiaca verranno seguiti dal momento della nascita fino al raggiungimento dei 5 anni d'età, parteciperanno diversi centri ospedalieri e istituti scientifici italiani.



News



© Osservatorio Malattie Rare 2015 | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Testata giornalistica iscritta al ROC, n.20188, ai sensi dell'art.16 L.62/2001 | Testata registrata presso il Tribunale di Roma - 296/2011 - 4 Ottobre
Direttore Responsabile: Ilaria Ciancaleoni Bartoli - Via Amedeo Cencelli, 59 - 00177 Roma | Piva 02991370541


Website by Digitest | Hosting ServerPlan





Questo sito utilizza cookies per il suo funzionamento. Maggiori informazioni